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Lucca

Mercato antiquario, il Comune taglierà banchi senza oggetti antichi o vintage

Barbara Antoni
Mercato antiquario, il Comune taglierà banchi senza oggetti antichi o vintage

In arrivo una revisione delle licenze, ma anche una selezione per affidare la gestione della fiera mensile in centro storico

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LUCCA. Selezione pubblica di durata triennale per la gestione mensile del mercato antiquario, ma anche varie altre novità in arrivo per la fiera quasi cinquantennale (compirà mezzo secolo nel 2022) che ogni terzo fine settimana del mese mette Lucca al centro della scena per appassionati di antichità e vintage.

Sono 136 nel mercato i posteggi per altrettanti espositori. Alcuni, con la fine dell’anno, potrebbero rimanere liberi. «Nel 2020 - spiega infatti l’assessora alle attività produttive Valentina Mercanti - dovremo operare una ricognizione delle licenze. Secondo le previsioni, alcune licenze potrebbero liberarsi perché alcuni espositori hanno raggiunto l’età della pensione. L’arrivo poi del registratore elettronico, il cui costo medio è intorno agli ottocento euro, potrebbe essere un ulteriore deterrente per decidere di non mantenere la licenza».

Altri elementi potrebbero dare luogo a una selezione tra gli espositori al momento presenti. Come il fatto, appunto, che l’amministrazione intende valorizzare la vocazione del mercato antiquario in quanto tale, estromettendo espositori le cui merci non sono riconducibili in pieno alla filosofia dell’oggetto antico o vintage o di modernariato. «Qualche banco andrà tolto - spiega infatti l’assessora Mercanti -. Ad esempio un banco che vende le pietre, per quanto di qualità siano gli oggetti, poco afferisce all’idea dell’antiquariato».

I nuovi e più ragionati criteri di scelta fra gli espositori saranno contenuti in un regolamento di nuova stesura che l’amministrazione ha in programma di mettere a punto quanto prima, in concomitanza con l’arrivo del nuovo gestore.

«Rispetto al contratto di gestione vigente, stipulato per la durata di un anno, quello nuovo non sarà molto differente, se non per la durata, che sarà invece triennale, e per l’aggiunta della funzione del controllo di cui dovrà farsi carico proprio il gestore», sottolinea ancora Mercanti.

Controllo che però, in questa accezione, non equivale a vigilanza o mantenimento della sicurezza, quanto a decoro e verifica che tutte le attività presenti rispondano alla vocazione antiquaria del mercato. Un compito aggiuntivo rispetto all’appalto di gestione esistente, più mirata «sugli spetti organizzativi».

Sempre sul mercato antiquario (che sarà confermato, dal punto di vista logistico, fra le piazze Antelminelli e San Martino, del Giglio, San Giovanni, XX Settembre e San Giusto, via del Duomo, via del Battistero e Corte Bertolini, mentre è previsto l’utilizzo di piazza Bernardini solo in casi di concomitanza del mercato con altre manifestazioni), in ballo c’è tutta la partita degli eventi in previsione del cinquantennale che cadrà, come detto, nel 2022.

E sempre in tema di mercati, l’amministrazione ha messo gli occhi anche su quello che si svolge in piazza Napoleone (in passato in piazza San Michele) a Pasqua, Natale e nel Settembre Lucchese. Secondo i vecchi parametri vigenti, le concessioni sarebbero dovute scadere quest’anno, ma la Regione «le ha rinnovate quest’anno per dodici anni - fa sapere l’assessora Mercanti -. Dovremo però ragionare sulle licenze e sul tipo di merceologia proposto dagli espositori di questi mercati. Qualche miglioramento, già da quest’anno è stato apportato per il mercato che viene allestito durante le feste di Natale, che ha una migliore disposizione e soprattutto un numero di espositori maggiore, visto che tutti i possessori della licenza sono venuti. Purtroppo spesso si soffre la vicinanza di mercati a partecipazione gratuita per gli espositori». —
 

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