Il Tirreno

Lucca

politica

Del Ghingaro contro destra e sinistra: “Ci hanno escluso”

Del Ghingaro contro destra e sinistra: “Ci hanno escluso”

L’attacco del sindaco di Viareggio a una settimana dalle provinciali: "Ci hanno fatto pagare la nostra esperienza civica"

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Un attacco durissimo, alla destra e alla sinistra. Che arriva a “bocce ferme”, cioè a una settimana esatta dalle elezioni per il presidente della Provincia e per il consiglio provinciale. È quello lsferrato dal sindaco di Viareggio (ed ex sindaco di Capannori) giorgio Del Ghingaro, secondo cui «il Comune di Viareggio, secondo per abitanti della provincia di Lucca, esperienza davvero civica regionale, è stato volutamente escluso dalle elezioni provinciali e conseguentemente dalla rappresentanza istituzionale».

Secondo Del Ghingaro l’operazione è stata portata avnati sia da destra che da sinistra, «applicando la cosiddetta “ostilità trasversale” con una operazione politica conservativa, che tende a salvaguardare i reciproci fortini, chiudendo alla società civile viareggina, che è esempio chiaro e netto di governo squisitamente civico ormai da cinque anni. Tutti conoscono le mie valutazioni sulle Province. Per me andavano semplicemente chiuse. Ma se esistono devono necessariamente avere la più larga rappresentanza possibile, proprio perché sono in grande difficoltà finanziaria e sono diventati enti di secondo livello, quindi con poche, concrete, possibilità d’intervento sui territori. E Viareggio ne è la dimostrazione esemplare: negli anni passati nessun lavoro di rilievo è stato effettuato sulle scuole superiori (il Marconi ne è un esempio eclatante) e sugli edifici di proprietà provinciale (l’ex caserma Mazzini e la ex Inapli) che versano in stato di forte degrado».

Un’esclusione, spiega Del Ghingaro, dovuta a «paura, ripicca, sottovalutazione. La paura è data dal fatto che la maggioranza civica di Viareggio, visto il numero di consiglieri eletti, avrebbe potuto tranquillamente, senza ricorso a voti esterni, mandare un proprio rappresentante in consiglio provinciale, togliendo un posto a uno dei due schieramenti di destra o di sinistra. È stato fatto dicevo anche per ripicca. Perché sia il Pd, sia la Lega dovevano “farla pagare” alle liste civiche che li avevano battuti alle elezioni e che governano autonome e libere da quasi cinque anni, dando prova di autorevolezza e capacità amministrativa, con oggettivi risultati tangibili ed evidenti nella gestione del Comune di Viareggio. Ma dicevo anche per sottovalutazione: evidentemente le prossime scadenze elettorali amministrative comunali e regionali impongono ai partiti tradizionali un riposizionamento ad escludendum del mondo civico, considerato spurio e poco gestibile.

Ma quando si umiliano interi territori con atti di arroganza non si va tanto lontano, si rischia di avere una visione vendicativa e di corto respiro e non invece, come dovrebbe essere, uno sguardo lungo ed un’analisi politica più intelligente, rivolta a quei mondi che non si riconoscono più nella galassia dei partiti tradizionali e però hanno voglia di dare un loro contributo al cambiamento della politica - vedi le “sardine”, ma anche altre realtà di movimento che stanno dicendo la loro a livello regionale e nazionale - oppure a coloro che più negativamente si rifugiano nella selva oscura dell’astensionismo»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa