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Lucca

PORCARI 

Circonvenzione d’incapace, coppia condannata a tre anni

Circonvenzione d’incapace, coppia condannata a tre anni

Al termine di un processo conclusosi dopo 24 udienze e il cambio di un giudice gli imputati dovranno pagare alla parte civile una provvisionale di 50mila euro

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PORCARI. Al termine di un processo durato oltre 4 anni con 24 udienze e decine e decine di testimoni e che ha visto il cambio in corsa del giudice del dibattimento una coppia di Altopascio accusata di circonvenzione d’incapace è stata condannata a 3 anni di reclusione, alla multa di 1500 euro e all’interdizione per 4 anni dai pubblici uffici. Non solo. Il giudice monocratico ha stabilito per la parte civile - assistita dall’avvocato Francesca Pucci - una provvisionale di 50mila euro. Ma la difesa degli imputati ha preannunciato ricorso in Appello non appena le motivazioni della sentenza saranno depositata in cancelleria.

I FATTI

Alla sbarra erano finiti nel gennaio 2015, Angelo Scarano, 53 anni, originario della provincia di Napoli e residente ad Altopascio, ritenuto la mente del raggiro e Lea Bono, 45 anni. Secondo l’accusa una cinquantenne di Porcari - che per l’accusa era affetta da una deficienza psichica - sarebbe stata indotta dalla coppia ad isolarsi dai parenti, a cambiare medico curante, a trasferirsi da sola in un appartamento in affitto, a mettere a loro disposizione la tessera bancomat e a vendere gli immobili di proprietà. A quel punto si sarebbero appropriati di tutto il denaro depositato su vari conti correnti per quasi 200mila euro.

L’INCHIESTA

L’indagine venne condotta dal sostituto procuratore Lucia Rugani e il gip Giuseppe Pezzuti fissò il processo davanti al giudice monocratico Giuseppe Grotteria per il 19 gennaio 2015. Gli indagati sin dall’inizio professarono la loro innocenza e i loro avvocati sostennero che la persona offesa era in perfetta salute e senza disturbi di tipo psicopatologico.

La vicenda risale a un periodo compreso tra settembre 2011 e aprile 2012 e quindi la prescrizione non tarderà ad arrivare. Per i familiari della cinquantenne tutto nasce da quando viene assunta la badante altopascese degli anziani genitori della donna con un grave deficit della personalità. Stando alla procura, con la complicità del compagno, la colf inizia ad instaurare un rapporto esclusivo con la cinquantenne affetta da «disturbo dipendente di personalità». Una persona insicura, con fragilità emotiva, personalità infantile e carenze affettive. Una donna soggetta a sentimenti di paura e con menomazione delle capacità di discernimento. Pian piano sarebbero riusciti ad isolarla inducendola a lasciare la casa di proprietà per andare in un appartamento in affitto. A quel punto l'avrebbero convinta a vendere un terreno nel dicembre 2011 per 82mila euro versati nei conti correnti a lei intestati alla filiale di Altopascio del Monte dei Paschi e a quella, sempre di Altopascio, della Banca Popolare; un fabbricato a Porcari per 140mila euro e a disinvestire titoli posseduti per quasi 52mila euro versando il corrispettivo alla filiale della Bipop di Porcari. Nell’aprile 2012 la donna avrebbe consegnato assegni bancari relativi ai suoi conti e la tessera bancomat effettuando prelievi pari a 192mila euro su tre filiali di banche ad Altopascio e Porcari. —

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