Il Tirreno

Lucca

Le sperimentazioni negli anni Settanta e il curatore del restauro di Notre Dame

paola taddeucci
Le sperimentazioni negli anni Settanta e il curatore del restauro di Notre Dame

Presentata ieri la stagione 2020: previste anche la proiezione di film d’arte e una collana di libri per l’infanzia 

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la mostra

paola taddeucci

Una doppia mostra dedicata alle sperimentazioni artistiche nell'Italia degli anni ’70 del Novecento, i film d'arte, gli incontri con importanti studiosi, tra cui il curatore del restauro nella cattedrale di Notre Dame. Poi una ricca attività editoriale che darà alle stampe anche una nuova collana di libri d'arte per l'infanzia. È la stagione 2020 della Fondazione Ragghianti, annunciata ieri dal direttore Paolo Bolpagni e dal presidente Alberto Fontana nel corso del brindisi di auguri. Saranno i film d'arte a inaugurarla con quattro date a febbraio (1, 8, 15 e 22). Un appuntamento consueto per gli appassionati, che in questo ciclo potranno vedere proiezioni dedicate a protagonisti contemporanei, tra i quali Christo, l'artista bulgaro che nel 2016 fece camminare milioni di persone sul lago d'Iseo con la strabiliante passerella “Floating Piers”, ritenuta in quell'anno la più bella installazione d'arte pubblica del mondo. Per quanto riguarda le esposizioni, il 2020 sarà caratterizzato dalla doppia mostra incentrata su due sperimentatori contemporanei: il milanese Cioni Carpi, scomparso nel 2011 a 88 anni, e il fiorentino Gianni Melotti, 66 anni. Ancora da stabilire le date precise: sicuramente si svolgerà da metà primavera fino all'estate, compreso settembre. In autunno non sono previsti allestimenti perché la Fondazione sarà impegnata nella preparazione dell'evento per il suo 40esimo compleanno, nel 2021. «Partirà agli inizi del nuovo anno e sarà un grande evento», anticipa Bolpagni, senza rivelare altro. Non meno importante si preannuncia l'approfondimento sull'arte sperimentale degli anni ’70, argomento finora poco analizzato che verrà indagato con due mostre distinte, ognuna con il suo curatore: Angela Madesani per Carpi, pioniere della videoarte, Paolo Emilio Antonioli per Melotti, fotografo e pittore. Carpi proveniva da una famiglia di artisti oltreché antifascisti e partigiani. Suo padre Aldo, pittore, insegnante e direttore dell'Accademia di Brera, fu una figura di spicco nell'arte del Novecento; venne deportato dai nazisti nel campo di sterminio di Gusen, dove scrisse l'unico diario mai uscito da quei luoghi di orrore; in un altro lager venne ucciso, a 17 anni, il figlio Paolo. Tra gli altri fratelli di Cioni – in tutto erano sei - Fiorenzo, pianista e compositore scomparso nel 1997 (sue le musiche per il “Pinocchio” di Luigi Comencini) e Pinin, morto nel 2004, scrittore e illustratore di libri per l'infanzia. Da marzo a dicembre si terranno le conferenze su temi locali e internazionali. Si parlerà, tra l'altro, della cattedrale di Lucca che nel 2020 festeggia i 950 anni della sua consacrazione, avvenuta nel 1070 sotto il vescovo Anselmo di Baggio, papa con il nome di Alessandro II. Sempre inerente al territorio sarà l'incontro dedicato ai restauri più recenti, mentre si vola a Parigi con la conferenza sui lavori alla cattedrale di Notre Dame dopo l'incendio dell'aprile 2019 e a Londra con quella incentrata sul British Museum. —

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