Sicurezza
Querelle Cantini-Barsanti il giudice chiede l’imputazione
Il pm aveva chiesto l’archiviazione, il magistrato gli ha rimandato gli atti indietro La querela partita a seguito delle frasi pronunciate dall’esponente di Casapound
LUCCA. Caso Cantini-Barsanti, il giudice rinvia gli atti al pubblico ministero per l’imputazione coatta. Non è ancora il tempo di scrivere la parola fine nella querelle giudiziaria che mette di fronte due capigruppo del consiglio comunale lucchese: da un lato Claudio Cantini di Lucca Civica, dall’altro Fabio Barsanti di Casapound. A scatenare la polemica poi approdata in tribunale sono state le dichiarazioni rilasciate da Barsanti durante il consiglio comunale del 31 luglio 2018, in cui andava in approvazione la variante urbanistica di Antraccoli. Barsanti pronunciò frasi che Cantini ritenne meritevoli di querela, tant’è che qualche settimana diede mandato al fratello, l’avvocato Luca Cantini, di presentare un esposto alla procura della Repubblica. Il fascicolo è finito sul tavolo del sostituto procuratore di turno, che dopo averlo esaminato ha chiesto l’archiviazione ritenendo che le frasi pronunciate dal capogruppo di Casapound non oltrepassassero il diritto di critica. L’avvocato Cantini ha però fatto opposizione e qualche giorno fa la questione è finita davanti al giudice dell’udienza preliminare Alessandro Trinci, che si è preso qualche giorno per decidere. Ieri mattina, la novità: il giudice ha rimandato gli atti al pm chiedendo l’imputazione coatta di Barsanti. Se non ci saranno colpi di scena ulteriori, è molto probabile che si finisca a processo dato che la diffamazione è un reato a citazione diretta che non necessità di passaggi di fronte al gup. Barsanti è tornato sulla vicenda mettendola in relazione alla contemporanea condanna dell’anarchico Rossetti Busa (vedi servizio a pag. 1, ndr): «Le intimidazioni – dice – non fermeranno il mio lavoro e la mia politica. L’attacco continuo contro ogni forma di dissenso, in Italia come a Lucca, non sortirà altro effetto che quello di rafforzare il fronte sovranista». —
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