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Lucca

il caso 

Manifesti contro Boldrini e immigrati attaccati sui muri del centro storico

Manifesti contro Boldrini e immigrati attaccati sui muri del centro storico

Sono apparsi anche a Lucca i fogli affissi in altre città d’Italia e firmati dal sedicente “Ministero della verità”

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lucca. Nei giorni a cavallo tra novembre e dicembre erano apparsi dal nord al sud dell’Italia, da Trieste a Palermo passando per Bologna Roma per proseguire con una miriade di altre città. Ieri mattina i manifesti anti Boldrini (e anti immigrazione) sono arrivati anche a Lucca. Sono diversi quelli che sono stati “rintracciati”: uno attaccato sul muro della vecchia officina in fondo a via San Nicolao (nella zona delle isole ecologiche interrate), un altro in via del Pallone su un totem per affissioni pubblicitarie, un terzo sulla parte posteriore del complesso di San Francesco in via della Quarquonia e un quarto a pochi metri di distanza, sulla recinzione di un cartiere di via del Bastardo. . Il manifesto è esattamente lo stesso in tutta Italia. Una foto in primissimo pagina dell’ex presidente della Camera ed ex esponente di Sel ora appartenente al Partito democratico, con due righe scritte tutte in stampatello: “Pensa come vuoi ma pensa come noi”. Una frase che fa pensare innanzitutto a una sorta di “costrizione” del libero arbitrio, a una disciplina delle coscienze imposta dall’alto su un tema bem preciso: sotto lo slogan è infatti riportata in caratteri assai più piccoli la citazione «gli immigrati ci offronto uno stile di vita che presto sarà molto diffuso tra tutti noi», tratta (ma anche distorta) da un discorso pronunciato proprio da Boldrini nel 2014 e che già all’epoca scatenò un vespaio di polemiche.

Il “combinato disposto” delle due scritte rimanda alle teorie dell’immigrazione utilizzata come arma di sostituzione etnica, fino a sfiorare il cosiddetto “piano Kalergi”. Temi e armamentario tipici del mondo complottista, che fanno tutt’uno con il simbolo che si trova in fondo al manifesto: una sorta di occhio massonico con la scritta “ministero della verità”. Anche in questo caso siamo di fronte a un riferimento ben chiaro: il ministero della verità era infatti una struttura presente in “1984”, il romanzo distopico di George Orwell che - fra i temi - aveva appunto quello del controllo totale sui cittadini.

Ovviamente non ci sono indizi su chi abbia affisso i manifesti. Nei giorni scorsi la loro apparizione in altre città d’Italia aveva portato a condanne nei confronti di quella che sembra una “traduzione” sui carta dei cosiddetti “meme” che girano su Facebook. E che, negli ultimi anni, hanno eletto proprio l’ex presidente della Camera a bersaglio privilegiato, in particolare per le sue prese di posizione sul tema dell’immigrazione. Sui fogli c’è la scritta “stampato in proprio” e i luoghi dove sono stati attaccati, a Lucca come nel resto d’Italia, non sono quelli consentiti. Per questo a Mantova sono stati indagati tre ragazzi, di 29, 24 e 23 anni, beccati dai carabinieri proprio durante l’operazione di affissione. Secondo i primi accertamenti non fanno parte di alcun partito ma sarebbero comunque riconducibili ad ambienti di estrema destra.

Per i manifesti di Lucca una possibilità di identificazione di chi li ha attacccati potrebbe essere fornita dalla telecamera che tiene sotto controllo l’isola ecologica di via San Nicolao e che è collegata con la sala operativa della polizia municipale. —

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