Il Tirreno

Lucca

economia 

I Cardella: «Certe richieste non possono essere accettate»

I Cardella: «Certe richieste non possono essere accettate»

Parlano i titolari della cartiera da mesi al centro di un duro scontro sindacale sul contratto integrativo: «Abbiamo sempre reinvestito per essere competitivi»

3 MINUTI DI LETTURA





lucca. Dopo settimane di tensioni con i sindacati e una serie prolungata di scioperi, Rosaria, Modesto e Cristiana Cardella, titolari della cartiera omonima di San Pietro a Vico, dicono la loro. E spiegano che le loro scelte sono improntante allo sviluppo della competitività dell’azienda nel futuro e che alcuni punti sollevati dalle organizzazioni sindacali esulano dalle tematiche aziendali.

I comunicati dei lavoratori lamentano che l’azienda rimane sorda alle proteste e rivendicazioni dei lavoratori, come fosse impermeabile allo stato di agitazione dichiarato già da alcune settimane.

«Non siamo affatto sordi e le proteste naturalmente le sentiamo, ma riteniamo che l’imprenditore abbia il compito di valutarle, prima di assecondarle. Se è vero che gli scioperi danneggiano l’azienda nel breve periodo, è altrettanto vero che certe ingiustificate concessioni potrebbero pregiudicare la competitività in futuro. La storia del nostro comparto, anche recente, forse qualcosa ci insegna. La nostra famiglia gestisce l’azienda da più di settanta anni con passione, sacrificio e dedizione, reinvestendo continuamente i propri guadagni per l’ammodernamento e la competitività. Abbiamo considerazione per le nostre maestranze che sono per noi una risorsa imprescindibile. Per questo siamo rimasti dispiaciuti nel sentirci accusare di mancanza di rispetto nei confronti dei nostri dipendenti».

Quali sarebbero le richieste non assecondabili da parte vostra?

«Innanzi tutto riteniamo che non spetti a un’azienda con 100 dipendenti interpretare o derogare le regole di un contratto nazionale di lavoro, come quello del settore cartario, che riguarda 40mila lavoratori. Se il sindacato avverte l’esigenza di puntualizzare le regole, come quelle sul calcolo delle ferie, faccia valere le sue ragioni nelle competenti sedi romane e noi, come abbiamo sempre assicurato, ci adegueremo agli accordi collettivi nazionali. Inoltre non possiamo assolutamente accettare, per esempio, il preteso divieto di appaltare a ditte esterne alcuni servizi di manutenzione degli impianti. Se il distretto cartario viene considerato un punto di forza del nostro territorio è proprio perché esistono queste aziende specializzate in impiantistica e in automazione che possono aggiungere il loro apporto a quello del servizio manutentivo interno di una cartiera».

Tra i punti contestati dal sindacato ci sono anche gli eccessivi carichi di lavoro.

«La nostra cartiera è equipaggiata con macchinari di avanguardia tecnologica, che si sono stratificati nel tempo su un impianto effettivamente risalente ai primi del ’900. Per quindici anni abbiamo atteso una variante urbanistica che finalmente è stata approvata il 22 ottobre 2019, senza la quale non sarebbe stato possibile progettare l’adeguamento del sito e di alcuni ambienti di lavoro, a cui stiamo procedendo. Ma anche la controparte dovrebbe ammettere che in una cartiera, pur automatizzata che sia, esisteranno sempre alcune posizioni lavorative di “aiutante” e che la dignità del lavoro non viene meno quando si svolgono compiti anche di pura manovalanza, specificati sia nel contratto collettivo che in quello individuale di lavoro. Riteniamo insomma che non competa al sindacato, ma all’imprenditore assegnare i compiti lavorativi e definire i sentieri di crescita professionale, nel rispetto dei livelli di inquadramento e tenuto conto del quadro di insieme del personale in forza». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa