Sicurezza
Raggirano un anziano e gli portano via case e soldi
Una badante lucchese accusata di aver approfittato della fiducia del suo assistito per indurlo a vendere due appartamenti I soldi usati per l’auto del figlio
LUCCA. Si sono approfittati delle sue condizioni di salute per indurlo a vendere due appartamenti, un’auto e intascarsi tutti i suoi risparmi: oltre 200mila euro. Una badante 62enne e il figlio 32enne, entrambi residenti a Lucca, sono accusati – a vario titolo – di circonvenzione di incapace e ricettazione, ai danni di un anziano signore originario del nord Italia ma lucchese d’adozione. La vittima del raggiro, un novantenne che aveva conosciuto la guerra, è deceduto nel 2014 e quando i parenti hanno scoperto che il suo patrimonio era pressoché svanito, sono andati a ricostruire i movimenti dei suoi conti correnti. Lì hanno scoperto che l’uomo era stato raggirato. Così è partita una denuncia, con il fascicolo che è finito sul tavolo del sostituto procurato Sara Polino: il pm ha aperto un’indagine chiedendo il rinvio a giudizio per entrambi gli indagati. Il processo si è aperto ieri mattina dinnanzi al giudice Alessandro Dal Torrione.
Sette anni, precisamente dal 2007 al 2014. È questo il lasso di tempo in cui i due avrebbero approfittato dello stato di infermità e di deficienza psichica dell’anziano signore, che quando era ancora in forze aveva scelto di persona la sua badante. Poco a poco quella donna così mansueta, ha guadagnato la sua fiducia fino al punto di potersene approfittare. E così ha fatto.
Secondo quando emerge dall’indagine degli inquirenti la donna ha indotto l’anziano a consegnarle denaro contante e assegni bancari intestati a lei e al figlio 32enne. Non solo: l’anziano ultranovantenne è stato indotto a vendere due appartamenti di sua proprietà che si trovavano a Pisa. Perfino la sua vecchia Fiat Punto è finita nel mirino della coppia: è stata data in permuta per acquistare un Alfa Romeo Giulietta poi utilizzata dal figlio della badante.
In più occasioni la donna ha versato sul suo conto deposito presso le Poste italiane, somme che gli inquirenti ritengono provenire dal patrimonio dall’anziano: prima 12mila euro in contati, poi altri 38mila. Infine ci sono quattro assegni bancari per un totale di 60mila euro, incassati della badante e provenienti dalla Banca Unicredit, dove l’anziano aveva il suo conto personale. Gli inquirenti hanno appurato che questi assegni arrivano nei periodi immediatamente successivi alla vendita dei due appartamenti da parte del novantenne defunto. La donna però non avrebbe tenuto tutto il denaro per sé: qualcosa è andato anche al figlio. Ci sono un paio di assegni da 5mila euro dell’anziano che finiscono sui conti intestati al 32enne lucchese, oltre a un versamento da 98mila euro. Da dove arrivi tutto quel denaro i due dovranno spiegarlo nel processo, ma gli inquirenti hanno più di un sospetto. In totale sono oltre 200mila gli euro che madre e figlio avrebbero sottratto all’anziano. —
G.P.
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