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Lucca piange Don Diomede, grande uomo e sacerdote
Ha seguito generazioni di giovani nel Villaggio del Fanciullo. Ha detto le preghiere con loro fino a lunedì, all’ora di pranzo
LUCCA. È spirato nel sonno, alle 4 della notte fra lunedì 9 e martedì 10 dicembre don Diomede Caselli, per tutti semplicemente don Diomede, il “grande vecchio” (aveva 93 anni) del Villaggio del Fanciullo, dove era arrivato nel 1953 e da dove non si era mai allontanato. Un luogo carissimo ai lucchesi, che lo hanno sempre sostenuto anche economicamente, perché esempio antesignano di accoglienza, inclusione e accompagnamento di ragazzi sfortunati, in principio orfani di guerra, poi ragazzi italiani e anche stranieri rimasti soli.
Il Villaggio Fu fondato il 27 maggio 1947 da don Natale Mei (fratello di don Aldo Mei, fucilato dai nazisti) e da don Enzo Tambellini. Quando Mei fu destinato ad altri incarichi, arrivò al Villaggio don Diomede Caselli: era il novembre del 1953. Dopo la morte di don Tambellini, nel 2008, don Diomede lo aveva sostituito nel ruolo di direttore, mantenuto fino al 2014, quando gli era subentrato nell’incarico (che mantiene tutt’ora) don Leonardo Della Nina.
Anche dopo il 2014 don Diomede ha continuato a vivere al Villaggio e fino a pochi mesi fa è riuscito condurre la sua vita di sempre, con la salute più precaria ma a fianco dei suoi ragazzi, che in lui, fino all’ultimo, hanno continuato a trovare un importante punto di riferimento.
Don Diomede era nato a Camaiore il 24 ottobre 1926 e nel suo paese natale aveva ricevuto i primi sacramenti. Studente nel seminario arcivescovile di Lucca, il 18 dicembre 1948 ricevette il diaconato e il 26 giugno 1949 fu ordinato presbitero. Negli anni, è stato curato di San Leonardo in Borghi, assistente e direttore al Villaggio del Fanciullo, ma anche canonico della Collegiata di San Paolino, assistente diocesano di Azione Cattolica, Cappellano del Monastero delle Benedettine di Lucca, e insegnante di religione per decenni alle Magistrali e al Carrara di Lucca.
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Don Diomede era uno che non si dava mai per vinto. Piglio sicuro e deciso, sapeva bene mantenere e intessere le pubbliche relazioni. In particolare, quando era di supporto a don Tambellini nella gestione del Villaggio, i ragazzi lo definivano con affetto “Pr” della struttura, tanto era bravo a sensibilizzare l’opinione pubblica, a farla collaborare con il Villaggio.
Stare vicino ai giovani e aiutarli è sempre stata la sua vera vocazione: ha seguito la crescita di generazioni e generazioni di giovani ospiti del Villaggio, accompagnandoli come un padre sulla strada della vita. Li seguiva negli studi ma anche in una preparazione culturale a tutto tondo: spesso per dare loro qualcosa in più organizzava ad esempio corsi di cineforum per loro.
Li ha amati fino in fondo. Anche negli ultimi mesi ha continuato a incontrarli due volte al giorno almeno, a pranzo e a cena: la preghiera prima dei due pasti principali, quando tutti erano già seduti al proprio posto, a tavola, era rimasta il compito irrinunciabile di Don Diomede: quella preghiera l’ha recitata insieme a loro fino a lunedì 9 dicembre a pranzo. Poi nel pomeriggio ha avuto un malore e nella notte si è addormentato per sempre.
L’arcivescovo Paolo Giulietti, ricordandolo, lo ha definito un esempio da seguire. «Salutiamo un grande prete lucchese che si è speso per i giovani, a partire dai pù bisognosi di aiuto. nell’anno in cui Papa Francesco, con l’esortazione “Christus vivit” ci invita a investire sui giovani, il suo esempio ci è prezioso. Le nuove generazioni hanno bisogno di padri, cioè di adulti animati da un ideale grande ma capaci di proporlo nella condivisione di un cammino sempre e qotidiano. L’affetto dei lucchesi per il Villaggio e i pregi che ne hanno fatto la storia mostra che dedicarsi alle nuove generazioni con impegno e passione è ancora oggi un segno eloquente di Vangelo vissuto. Spero che siano in molti, preti e laici, a raccogliere il testimone di don Diomede, che certamente dal cielo benedirà i suoi giovani e la loro casa».
Le esequie di don Diomede si terranno in cattedrale domani, 12 dicembre, alle 15 e saranno presiedute dall’arcivescovo Giulietti. Ieri sera alle 18, al Villaggio del Fanciullo, è stata celebrata una messa in suffragio per don Diomede; questa sera alle 21, sempre al Villaggio, ci sarà la recita del rosario. —
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