La manifestazione
In quattro a processo per la regata-naufragio
Sono istruttori del Circolo velico di Marina di Pietrasanta Tra loro c’è anche una lucchese: l’episodio risale al 2018
La regata organizzata dal Circolo velico per i giovani allievi finisce in naufragio a causa del mare in burrasca.
E così a processo finiscono quattro istruttori dello stesso circolo di Marina di Pietrasanta che sono stati denunciati dai genitori di due partecipanti.
L’episodio è avvenuto il 21 luglio del 2018 al largo di Viareggio, dove la regata era arrivata con direzione Bocca di Serchio.
È lì che il maltempo sorprende due barche 420, un catamarano Hobie Cat e una barca Fliyng Junior, a bordo delle quali ci sono i partecipanti, poi usciti tutti illesi dalla disavventura.
Ma la Procura di Lucca, dopo la denuncia presentata dai genitori di due ragazzi, ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di quattro istruttori: Marco Vecoli, residente a Lido di Camaiore; Stefano Tonini, di Firenze; Clarissa Lencioni, di Lucca, Margherita Di Grazia, di Lido.
Sono accusati di naufragio colposo: secondo la Procura non sarebbero dovuti uscire in mare con gli allievi perché c’erano bollettini meteo che segnalavano possibili rischi e avvisi di burrasca.
Ieri mattina, nell’udienza preliminare in tribunale a Lucca, le difese hanno chiesto di procedere con rito abbreviato: il giudice ha accolto la richiesta e dichiarato (su eccezione dei difensori) l’inammissibilità delle costituzioni di parte civile.
I difensori hanno prodotto una relazione tecnica a firma di un esperto del Lamma: «Si attesta – afferma l’avvocato Marco Taddei, che difende Marco Vecoli – l’assoluta imprevedibilità del cosiddetto “groppo” di maltempo che ha sorpreso le imbarcazioni durante la navigazione. Maltempo che, peraltro, proprio perché imprevedibile non risultava essere stato segnalato sui siti deputati. Le condizioni meteo, inoltre, sono state buone per oltre la metà del percorso. Si è trattato di un fenomeno di breve durata ed è stato affrontato con prontezza e diligenza (e senza gravi conseguenze) degli istruttori, che hanno operato correttamente nell’assistenza degli allievi al governo di quelle imbarcazioni che si sono trovate in difficoltà. Gli allievi non sono mai stati in pericolo: erano presenti quattro istruttori federali di primo livello, con il supporto di un gommone d’appoggio». —
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