Il Tirreno

Lucca

il sindaco 

«Ha formato persone che si sono fatte valere»

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lucca. «Ho conosciuto don Diomede Caselli quando era insegnante all'Istituto Tecnico Francesco Carrara. Ho ancora davanti agli occhi l'immagine di lui all'uscita di porta San Iacopo con l'inconfondibile bicicletta nera, spinta da una pedalata energica».

Le parole di cordoglio per la scomparsa di don Diomede Caselli, “pilastro” del Villaggio del Fanciullo, sono del sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini.

«Quando poi ho avuto occasione di frequentare il Villaggio del Fanciullo - ha aggiunto il primo cittadino - l'ho visto insieme a don Enzo portare avanti una comunità di ragazzi, con uno straordinario senso di accoglienza e con una passione educativa in grado di formare giovani che poi nella vita, in vari contesti, si sono fatti valere. Don Enzo e don Diomede si completavano a vicenda nella conduzione del Villaggio. Nell'edificio del baluardo San Pietro, i ragazzi che ne avevano bisogno trovavano non solo un alloggio dove abitare, ma un clima familiare in grado di costruire intorno a loro una calorosa vicinanza che permetteva a tutti di crescere, sviluppando le proprie qualità». Sempre il sindaco Tambellini ricorda anche come «attorno al Villaggio del Fanciullo» nel tempo sia poi «cresciuta la solidarietà della nostra città, perché si è visto, lì, il segno dì ciò che possiamo essere come comunità. Il dolore per la perdita di una persona come don Diomede, amata e rispettata da tutti, è rasserenato dal pensiero che ora lui e don Enzo sono di nuovo assieme». —

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