Il Tirreno

Lucca

dal consiglio al tribunale  

Caso Cantini-Barsanti il giudice si riserva

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Lucca. Querela per diffamazione da parte di Claudio Cantini a Fabio Barsanti: il pm chiede l’archiviazione, il ricorrente si oppone e il giudice dell’udienza preliminare si riserva e prende qualche giorno per decidere.

La querelle tra i due capigruppo fece molto discutere esattamente un anno fa: non tanto per il fatto in sé, quanto per le convocazioni al cortile degli Svizzeri di alcuni consiglieri, che scatenarono il panico nella maggioranza. Alla fine si scoprì che tutto ruotava intorno alla querela presentata a settembre 2018 da Claudio Cantini, capogruppo di Lucca Civica e membro della maggioranza, nei confronti del capogruppo di Casapound Fabio Barsanti. Durante il consiglio comunale del 31 luglio, in cui andava in approvazione la variante urbanistica di Antraccoli, Barsanti pronunciò frasi che Cantini ritenne meritevoli di querela, tant’è che qualche settimana diede mandato al fratello, l’avvocato Luca Cantini, di presentare un esposto alla procura della Repubblica. Il fascicolo è finito sul tavolo del sostituto procuratore di turno che dopo aver esaminato gli atti ha chiesto l’archiviazione, ritenendo che le frasi esposte da Barsanti durante il consiglio non oltrepassassero i limiti della critica politica. La difesa di Cantini ha fatto opposizione e così ieri il caso è finito davanti al giudice dell’udienza preliminare Alessandro Trinci. Dopo aver ascoltato i legali di entrambe le parti, il magistrato si è riservato e ha preso qualche giorno per decidere il da farsi. —

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