Sicurezza
Benabbio diventa più povero, chiude il negozio del paese
Il punto vendita di Marina Bertolacci non era solo un’edicola o una tabaccheria ma anche un luogo di aggregazione dove ritrovarsi e scambiare due chiacchere
BAGNI DI LUCCA. Niente da fare: non ha avuto alcuna offerta la commerciante che aveva messo in vendita la sua attività gestita per quasi 40 anni a Benabbio. Il 24 dicembre il suo negozio, uno dei rarissimi presidi rimasti nelle frazioni di montagna, chiuderà inesorabilmente i battenti.
Il negozio non è stato, dal 1983, solo un punto vendita di giornali, tabacchi, biancheria intima, giocattoli, piccoli oggetti al centro del paese di Benabbio, era anche un luogo di ritrovo per scambiare due chiacchiere nell’arco della giornata, «per sapere che cosa era successo». Un punto fisso per la comunità di 290 abitanti. Il 19 dicembre sarà l’ultimo giorno per la vendita dei quotidiani e, il 24, per la vigilia, Marina Bertolacci chiuderà definitivamente. La commerciante, 62 anni, sposata con Arnaldo Domenici (anche lui pensionato da poco, ma sempre attivo alla Croce Rossa di Bagni), per 36 anni ha di fatto offerto al paese un irrinunciabile punto di aggregazione, oltre a un servizio. Ci sono residenti che dicono di essere «disperati», il parroco don Mario Tolomei scherzando ha detto affettuosamente a Marina che «non le parlerà più».
Ma per l’esercente, che aveva cominciato a lavorare in un’altra attività appena quindicenne, dopo 43 anni di lavoro è arrivato il momento di pensare con calma alla quotidianità. Nel suo negozio Marina aveva anche installato una macchina per il caffè in modo da creare un piccolo ristoro per le persone che si fermavano a chiacchierare da lei. «Quando succedeva qualcosa in paese, anche i carabinieri venivano a chiedere informazioni nel mio negozio perché da qui – racconta – passavano proprio tutti e le cose si venivano a sapere. Il mio esercizio è stato come un piccolo salotto, un punto di incontro per tante persone, una parte di anima del paese, e di questo sono felice. Il negozio è stato la mia vita e da qui ho seguito le vicende di tutti, sono stata sempre a contatto con la realtà del paese. Io sono nata a Calavorno, ma quando sono arrivata a Benabbio avevo il desiderio e la volontà di fare parte del paese, e così è stato. Amo Benabbio, i suoi abitanti e ho partecipato sempre a ogni evento, ogni iniziativa che è stata organizzata. Certo, sarebbe stato più bello cedere l’attività, passare il timone a un’ altra persona, ma nonostante tutta la pubblicità fatta non si è presentato nessuno. Ora potrò fare le cose con più calma, pensare alle mie passioni, la cucina e l’uncinetto, e potrò trascorrere più tempo con i miei genitori di Ghivizzano. Con me e mio marito abita mia suocera che ha 96 anni e mezzo (è la persona più anziana di Benabbio ndr). Soprattutto lei ha bisogno di tante attenzioni».
Ora a Benabbio rimangono solo tre attività: il negozio di alimentari di Viviana Domenici, il ristorante “Il cavallino Bianco” e la pizzeria “L’acquolina in bocca”. Nei mesi estivi poi apre il circolo ricreativo dancing “La lucciola” dove si tengono anche incontri letterari, eventi e appuntamenti.
Anche il sindaco Paolo Michelini, che abita a Benabbio ed è cugino di Arnaldo, il marito di Marina, esprime il suo dispiacere non solo come abitante del borgo collinare, ma anche come primo cittadino: «Sono davvero desolato. Il punto vendita di Marina era una grande ricchezza per il territorio. Peccato che nessuno si sia sentito pronto per continuare. Andiamo a perdere una ricchezza non presente in tutti i piccoli paesi». —
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