Il Tirreno

Lucca

lotta allo smog 

Al via una campagna di rilievi sulla qualità dell’aria di Porcari

Nicola Nucci

Lo studio condotto con il Dipartimento di fisica dell’Unifi e con Arpat farà ricorso anche a centraline mobili

2 MINUTI DI LETTURA







. Una campagna di rilevamento della qualità dell’aria anche con l’utilizzo di mezzi mobili. È quanto farà il Comune di Porcari che ha affidato ad Arpat un’attività di monitoraggio delle polveri sottili che inquinano l’aria che respiriamo e pericolose per la salute, in particolare delle Pm 10 e delle ancora più fini e per questo più insidiose Pm 2,5, ossia le particelle inquinanti presenti nell’aria. Quella dell’attenzione verso le Pm 2,5 (quando solitamente, parlando di inquinamento, si tende a citare soprattutto le Pm 10) rappresenta uno degli aspetti importanti del monitoraggio. Infatti più sono piccole le particelle inquinanti (e le Pm 2,5 quatto volte più piccole delle Pm 10) maggiore è la loro capacità che hanno di penetrare in fondo nell’organismo umano.

Per l’attività di monitoraggio sono state individuate due zone, nel perimetro di piazza Unità d’Italia con un laboratorio e una centralina mobile, mentre la centralina di rilevamento dell’Università di Firenze sarà collocata nell’area verde della scuola Cavanis.

In questa attività di indagine l’amministrazione ha stretto una collaborazione con il dipartimento di fisica dell’Università di Firenze, per lo studio della composizione del particolato nell’ambito del progetto Patos della Toscana (progetto finalizzato all’analisi chimica delle polveri sottili e delle principali fonti di inquinamento). Quindi non solo Pm 10 o Pm 2,5, l’indagine riguarderà anche i cattivi odori che da mesi a Porcari sono al centro delle proteste dei cittadini.

Il Comune per questo intervento ha stanziato 18.900 euro per la gestione e manutenzione degli impianti di rilevamento della qualità dell’aria.

Il convegno che si era tenuto a Porcari a a primavera aveva evidenziato che oltre il 70% del particolato primario in Lucchesia è dovuto a combustione fossile. La combustione domestica rappresenterebbe un’importante fonte di inquinamento atmosferico: ben l’84% sarebbe èdovuto alla combustione in caminetti e stufe tradizionali. Per riscaldare una casa con la legna, secondo i dati del convegno, si inquina quanto 4.200 case scaldate a metano. Per eliminare con roghi all’aperto una tonnellata di potature o di sfalci emettiamo più polveri sottili di un inceneritore o di un’industria che brucia una quantità equivalente di materiale.

L’amministrazione porcarese ha scelto la strada dei percorsi scientifici e della conoscenza delle fonti per trovare soluzioni efficaci per ridurre la concentrazione di polveri sottili e gli sforamenti, per ora contenuti visto i tanti giorni di pioggia che hanno tenuta “pulita” l’aria. Adesso è scattata una nuova fase, quella di arrivare un controllo più capillare della qualità dell’aria. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web