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Sottopasso di viale Catalani, Confcommercio all’attacco

Sottopasso di viale Catalani, Confcommercio all’attacco

«Le opere non finiscono e il quartiere è in ginocchio: tanti i negozi che rischiano di dover chiudere»

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lucca. Voilà, lo scontro è servito. Confcommercio va all’attacco del Comune sul sottopasso fra viale Catalani e viale Boccherini. O, per meglio dire, sui lavori per realizzare l’opera, che non sono ancora terminati. E che - sostengono il presidente della Commissione Città di Lucca Giovanni Martini e la vicepresidente Sara Guerrini (una delle rappresentanti della zona di Sant’Anna) - stanno mettendo in ginocchio le attività della zona.

«La notizia emersa in questi giorni – affermano Martini e Guerrini – circa la decisione dei titolari del negozio Space One di spostarsi dalla storica sede di viale Catalani alla Coop (raccontata sul Tirreno di domenica, ndr) riporta d’attualità le pesanti ricadute che i lavori alla nuova rotatoria hanno causato e stanno causando alle attività commerciali della zona». Al punto che in tanti sarebbero pronti a seguire l’esempio di Space One, chiudere i battenti e riaprire in qualche altro luogo.

Non si tratta – proseguono i due esponenti della Commissione – di uno scenario che non potesse essere previsto: «Ciò che si sta concretizzando oggi era stato anticipato e dettagliato dalla nostra associazione con largo anticipo, sin da prima dell’apertura del cantiere. Ci era apparso chiaro da subito, infatti, come la chiusura prolungata per mesi dello sbocco su viale Catalani dalla circonvallazione avrebbe ridotto sensibilmente il flusso di auto e potenziali clienti per i negozi non solo del viale stesso,, ma anche di viale Puccini. Ecco perché di questo avevamo parlato a fondo, sia a mezzo stampa, sia durante gli incontri avuti con l’amministrazione comunale ed in particolar modo con l’assessore al traffico Celestino Marchini».

Il punto focale è proprio questo: nel medio-lungo periodo a subire gli effetti negativi è stato il cuore commerciale del quartiere, il tratto di viale che comincia dal semaforo della chiesa e arriva fino alla rotatoria con viale Einaudi. Una strada che ha “perso” il traffico in direzione est-ovest, a vantaggio di viale Luporini (soprattutto dopo la riapertura dell’ultimo tratto) e della vecchia Pisana.

«Oggi che gli effetti di questo cantiere si stanno manifestando in tutta la loro drammaticità per il tessuto commerciale della zona - aggiungono Martini e Guerrini – rimarchiamo con forza due aspetti che hanno contribuito a peggiorare ancora di più la situazione: il primo è il mancato rispetto del cronoprogramma dei lavori: l’amministrazione ha sempre parlato di fine del cantiere entro l’ultima edizione di Lucca Comics & Games. Un termine, questo, che non è stato rispettato: adesso sentiamo parlare del febbraio 2020, ma qualche dubbio a questo punto ci pare lecito averlo. In ogni caso, anche questo nuovo termine fosse rispettato, saremmo di fronte ad un grave ritardo».

L’altro aspetto critico – spiegano ancora i due esponenti della Commissione – «è la richiesta, rimasta inascoltata, di realizzare una cartellonistica mirata che segnalasse agli automobilisti in transito la presenza lungo viale Catalani di attività commerciali. Un’idea, questa, pensata per alleviare almeno in parte i disagi dei negozi della strada, ma che purtroppo non è stata esaudita. I negozi che hanno deciso di traslocare sono diversi sono diversi e non riguardano soltanto viale Catalani, ma anche il primo tratto di viale Puccini: quello dello “Space One” infatti non è un caso isolato, ma solo l’ultimo esempio di una serie che investe o sta per investire numerosi negozi».

La stessa Guerrini spiega di essere interessata in prima persona dalla questione con il suo negozio “I sogni, biancheria per la casa e non solo”: «Stiamo valutando cosa fare - spiega - aspetteremo il Natale e decideremo. Il negozio ce l’ho da tre anni, ho aperto insieme al cantiere».

I lavori per la rotatoria prima e per il sottopasso ora non sono l’unica spina di viale Puccini. «Il passaggio è fondamentale - spiega ancora Guerrini - e la zona non è curata. Abbiamo provato a chiedere che mettessero a posto i marciapiede, ma non c’è stato niente da fare. E poi non c’è modo di parcheggiare».

Nel mirino c’è infatti anche la pista ciclabile che è stata realizzata - a più riprese - tra la chiesa e viale Einaudi, con il risultato di ottenere degli stalli di sosta nei quali è difficile entrare.

Risultato: nel corso degli anni non si contano le chiusure di negozi nel cuore di Sant’Anna. E tante saracinesche abbassate non si sono più rialzate, lasciando soltanto fondi sfitti. In un elenco che potrebbe ancora allungarsi. —

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