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«Non abbiamo soldi per un posto in Rsa»

Rossella Lucchesi
«Non abbiamo soldi per un posto in Rsa»

Gina Truglio risponde al Governatore Enrico Rossi «Non ci danno la quota sanitaria, siamo disperati»

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«Non abbiamo i soldi per curare mia madre. Gli ultimi li abbiamo spesi per assistere mio padre finché è rimasto in vita ed erano il provento della vendita della casa di famiglia. Ma adesso non sappiamo dove sbattere la testa, perché non disponiamo delle risorse necessarie per mantenere mamma in una residenza assistita, visto che è invalida al 100% e portatrice di patologie gravi che la rendono assolutamente non autosufficiente e non è in grado di camminare da sola». La signora Gina Truglio è avvilita e molto arrabbiata per la vicenda che ha coinvolto l’anziana madre, da circa un mese ospite nella residenza Alba Serena di Maggiano «dove, spiega la figlia, è trattata benissimo e curata in maniera meticolosa dal personale sempre attento e premuroso, ma sappiamo che la degenza non potrà durare a lungo, in quanto non siamo in grado di sostenere la retta mensile di 3.300 euro, per noi assolutamente proibitiva. Come faremo? - aggiunge -. In casa non possiamo tenerla, perché siamo fuori tutto il giorno per lavoro e mantenere un servizio di badanti H24 ci verrebbe a costare cifre troppo alte, considerando che ciò non sarebbe sufficiente, perché mamma necessita di cure costanti, terapie e controlli che richiedono continui spostamenti, insostenibili da un’anziana fragile e malata».

Alla signora era stato riconosciuto il diritto alla quota sanitaria «ma finora niente si è mosso, precisa la figlia, tutto tace e noi siamo nella disperazione più completa, perché non vediamo vie d’uscita». A tal proposito Gina Truglio ha scritto anche una lettera al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, esponendogli la situazione «ma Rossi ha delegato gli uffici che mi hanno fornito risposte poco chiare e comunque insufficienti, sbandierando anche dati sensibili che non mi sembra il massimo della serietà e competenza». Allo sconforto della signora Gina si aggiunge il disappunto per la comunicazione dell’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi, la quale ricorda che quello della sua mamma non è un caso isolato e consiglia l’assistenza degli anziani nella propria abitazione con l’ausilio di badanti. In quel caso, spiega, sarà possibile l’accesso al fondo sociale europeo che permette di ottenere risorse tra 400 e 700 euro per famiglia.

«Sicuramente l’assessore non ha mai avuto in casa un disabile da accudire giorno e notte e non si rende conto di cosa significhi vivere quotidianamente queste situazioni e dei disagi che ne derivano, però sa che le risorse e le leggi per il sostentamento degli anziani disabili esistono e allora non mi spiego il motivo per il quale non vengano applicate secondo quanto stabilito. Sulla carta i servizi ci sono, eccome, aggiunge, così come sono in bella nostra i numeri relativi ai dati dell’assistenza Domiciliare Integrata che sciorinano contributi a destra e a manca, mentre le famiglie combattono ogni giorno battaglie estenuanti per riuscire a far fronte a problematiche sociali e costi insostenibili che gettano nell’angoscia più profonda anche i più ottimisti. Destiniamo i fondi europei non al servizio badanti, ma al funzionamento di una rete tra medici di famiglia, assistenti sociali e ospedali. Solo così i nostri anziani potranno essere curati e assistiti a dovere». —

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