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C’è chi va via, chi resta e chi ci pensa... «Il cantiere ha finito di ammazzarci»

Federica Scintu
C’è chi va via, chi resta e chi ci pensa... «Il cantiere ha finito di ammazzarci»

Viaggio tra i commercianti del viale Puccini dove gli effetti dei lavori si fanno sentire: «La gente non passa più da qui»

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Una settimana fa, Cristina Santicchia, ha svuotato il negozio che la zia di sua mamma aveva aperto 52 anni fa. Lei, fra quelle quattro mura che si trovano nel cuore commerciale di viale Puccini ci è cresciuta e ha conosciuto clienti che ancora oggi, di generazione in generazione, scelgono “Bice” per comprarsi i vestiti. Per questo ha deciso di lasciare quel fondo sì, ma non la “sua” strada. Sempre sul viale Puccini all’altezza di via del Chiasso, ne ha trovato un altro, altrettanto grande ma con un parcheggio più comodo. Si è allontanata dalla città ma i servizi contano di più. Il calo delle vendite, che in quest’ultimo anno ha colpito numerosi commercianti, in primis di viale Catalani ma anche di viale Puccini, l’ha “costretta” a trasferirsi nella speranza che il lavoro, soprattutto col Natale alle porte, possa ripartire. «La crisi del settore c’è per tanti motivi, uno su tutti per gli acquisti online ma la rotonda ha finito di ammazzarci - dice Santicchia -: il passaggio delle macchine è molto diminuito da quando c’è il cantiere. In più il centro di Sant’Anna è degradato, c’è sempre meno vita di quartiere e la viabilità non aiuta. Ogni anno i ricavi calavano e quindi ho deciso di lasciare il fondo: qui mi trovo bene anche se bisognerà aspettare il prossimo anno per fare un bilancio. Però certamente il parcheggio è più comodo».

Tra i commercianti di viale Puccini che, davanti alla diminuzione degli incassi - secondo la maggior parte di loro dovuta anche alla presenza del cantiere avviato oltre un anno fa per la realizzazione del sottopasso nel vicinissimo viale Catalani - hanno deciso di trasferirsi, c’è anche Patrizia Di Gaetano, titolare del negozio “Hennè Parrucche”. Il cantiere dista dal suo negozio circa un chilometro ma gli effetti si sentono e lei, finite le feste, andrà via. «È da 14 anni che ho l’attività a Sant’Anna - spiega Di Gaetano - ma dopo tre anni in questo fondo ho deciso di trasferirmi, sempre in viale Puccini ma dove spendo di meno. Questa è una zona finita».

Giuseppe Verdinelli, 32 anni fa, ha aperto il suo negozio Idea Casa: non pensa di trasferirsi ma ammette che le difficoltà ci sono. «Il commercio è in crisi in generale - dice -, ma tutte le cose danno un colpo. All’inizio ci avevano detto che viale Catalani non sarebbe stato chiuso, poi che da piazzale Italia sarebbe stato possibile andare verso viale Catalani. E non è stato così. Da marzo a novembre ho incassato il 30% in meno e a Natale spero di recuperare. Non è solo colpa del cantiere, però ha inciso. Tra l’altro il sottopasso doveva essere già pronto».

Anche Roberta Landucci di Ideapelle è amareggiata. Intorno al suo negozio, aperto 25 anni fa, ci sono fondi sfitti da tanto tempo. «Il commercio sul viale Puccini è andato via via peggiorando - dice Landucci - e per la rotatoria di piazzale Boccherini ci siamo rimasti male. Noi come Centro commerciale naturale ci eravamo opposti alla rotatoria perché dalla città non permette più di raggiungere questa zona. Ci hanno illusi che potessero esserci delle modifiche che poi non ci sono state. Potevano almeno soddisfare delle altre nostre richieste. Avevamo chiesto che venisse installata della cartellonistica e non è stato fatto, avevamo chiesto degli interventi per il decoro e nulla. E anche quando i lavori per sottopasso e rotatoria saranno finiti il traffico sarà tutto dirottato su viale Luporini dove nel frattempo stanno cominciando ad aprire delle nuove attività commerciali. A oggi non mi conviene spostarmi visto che tra poco andrò in pensione». Landucci in questo periodo si è anche occupata delle luci di Natale che sono state accese, dal 29 novembre, in un tratto di viale Puccini. «Sarebbe stato bello farle tutte uguali - dice - ma il preventivo per le luci utilizzate in centro storico era pazzesco: circa 11.000 euro. Quindi ci siamo messi d’accordo fra noi commercianti di zona e ci siamo quotati per mettere 15 pendane. Volevamo illuminare anche il viale Catalani ma poi mancavano gli attacchi e c’erano dei problemi logistici quindi non ci siamo riusciti. Prima almeno potevamo contare su qualche sponsor ora non è più così».

Barbara Entradi è la titolare di un’altra attività storica del quartiere: il Baby Bar. «Prima a Sant’Anna era diverso: la gente a piedi non passa più e chi viene in macchina non trova parcheggio. Chi si ferma un attimo magari prende anche la multa. Gli incassi sono diminuiti. Ma ormai ci siamo. E si tira avanti...». —

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