Il Tirreno

Lucca

Il compositore, la mamma coi figli e l’ultimo in piazza

Federica Scintu

3 MINUTI DI LETTURA





lucca. “L’ultimo” della piazza tiene in alto una delle sardine più luminose. Sta in fondo, ascolta, placido. In un sabato sera di quasi inverno e di quasi Natale ha preso la macchina e da Viareggio ha raggiunto piazza San Martino, centro storico, Lucca. Le sardine strette sono tutte davanti ma lui, Andrea Antonioli, forse preferisce avere una visione d’insieme. Non perché non sia convinto. Non perché non sia con loro, anzi. Ma perché allontanarsi a volte aiuta a capire meglio. «Tira un vento pericoloso, credo che sia arrivato il momento per riaffermare valori importanti come la solidarietà e di dire no a qualsiasi tipo di fascismo e al messaggio sovranista», dice Antonioli che ha sempre votato a sinistra ma che non si riconosce nella politica attuale. Dal microfono, piazzato sul pulpito delle scale fredde della Cattedrale, il combattivo Miguel Lebbiati, uno dei fondatori delle sardine lucchesi, si sgola: «Fatevi vedere laggiù in fondo, sardine anche voi siete importanti, anche l’ultimo della fila perché noi diciamo “Beati gli ultimi” e non prima qualcuno». E giù applausi e tanto cuore di una piazza poco abituata a manifestazioni di questo tipo. Gli smartphone immortalano selfie a raffica, gli obiettivi delle macchine fotografiche inseguono volti, sorrisi, occhi e il cartellone più originale, più ironico. Nel piazzale le mamme dondolano i bimbi sul passeggino canticchiando “Bella Ciao”. Un papà tiene la figlia di sette anni per mano: «Perché c’è così tanta gente?», chiede lei. «Per dimostrare che Lucca è una città accogliente», risponde lui. «Non è importante l’aspetto politico - dice il musicista e compositore Federico De Robertis prima dell’arrivo della folla - ma quello della cultura. Le Sardine sono un “contenitore” largo e stanno dimostrando che non è solo Salvini a riempire le piazze. Non sarei mai tornato in piazza né con una bandiera di Leu né con una del Pd. Detto questo i temi che le sardine fanno presenti alla sinistra sono inclusione, solidarietà, diritti civili. La forza di questo movimento è l’essere liquido e spero che siano intelligenti a non trasformarsi in qualcosa di organico». Fra i primi ad arrivare in piazza San Martino ci sono anche Gregory e Agostina, di Altopascio. «Siamo stati insieme alla manifestazione di Firenze - dicono - e per noi è stata la prima volta in assoluto che siamo scesi in piazza. Siamo stufi di vedere queste sconcerie nella politica. Per noi andrebbe abolita la parola “onorevole” visto il linguaggio che utilizzano i politici. Chiediamo più educazione!». Patrizia Lorenzoni è una delle più fotografate: si ripara sotto un ombrello addobbato di sardine. «Dobbiamo cominciare a capire che la politica è condivisione - dice mentre vengono sollevati alcuni articoli della Costituzione - non mi riconosco in nessun partito attuale ma mi auguro che questo movimento ci sia quando si andrà a votare». Valentina Bocchibianchi ha un cartello quasi più grande di lei: «Sono qui perché ho voglia di dire che la voce e i toni della politica attuale non mi appartengono». Francesca Licheri è in piazza insieme ai due figli: «La politica ha tirato fuori troppo odio, basta!». La piazza grida: “Lucca non si lega”. Giusy Benzoni sventola la sua sardina con i colori di Burlamacco: «Essere qui serve per dire a Salvini che lui non rappresenta 60 milioni di persone. Faccia la sottrazione: 60 milioni meno tutti noi». —

Federica Scintu

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze