Sicurezza
Tutti in strada per dire “no” alla violenza: è la sera della Fiaccolata
Un’edizione particolare a 10 anni dalla morte di Vanessa Sulla panchina rossa i messaggi dei bimbi delle medie
gallicano. “Un abito scollato non vuol dire sì” trionfa su un pezzo di carta rossa. Poi c’è un foglio a forma di cuore che con la scritta in stampatello: “Ogni violenza contro una donna fa spegnere una stella, così rischiamo di rimanere inghiottiti dal buio”. Gli slogan si susseguono. “L’amore è come un gesso sulla lavagna: un pugno lo può cancellare”, “Le mani distruggono il corpo. La voce salva l’anima”. Infine, accanto, due bigliettini gialli gridano: “Le donne non si picchiano ma si amano”, “Stop alla violenza sulle donne, amiamoci”.
Frasi dense, composte dalle medie del Comprensivo di Gallicano in occasione dello scorso 25 novembre e applicate con semplice scotch alla panchina rossa al Giardino dei Pozzi Vecchi. Il punto dove due anni fa venne collocato il monumento-simbolo sbocciò grazie all’associazione “Non ti scordar di te”, dando il via a un movimento che ha unito la Valle del Serchio in un “no” ai soprusi contro le donne, ricordando tutti i femminicidi e in particolar modo quello di Vanessa Simonini.
Lei era gallicanese ed aveva solo vent’anni quando senza volerlo divenne vittima. Quei bei pezzetti di carta sulla panchina dal significato ancora più speciale delle altre, hanno voluto rimanere lì e traghettare il loro messaggio fino a queste ore in cui si ricordano i tristi dieci anni senza Vanessa, quella crudele sorte per lei scritta dalla ferocia di chi la volle tutta per sé nella notte fra il 7 e l’8 dicembre 2009, al termine della Fiaccolata, manifestazione che ad ogni sua edizione ricorda la ragazza e grida un “no” ad ogni violenza di genere.
Sarà particolarmente commovente la fiaccolata in memoria di Vanessa (curata dalle associazioni Amici di Vanessa e Non ti scordar di te): partenza alle 19 dalla località Sant’Andrea per unirsi a alla più grande Fiaccolata delle 20 in piazza a Gallicano, come sempre passando lungo l’ultima strada che quell’“uomo” fece percorrere a Vanessa. Una ragazza ricca di sogni, che l’anno precedente si era diplomata con una tesina sulla violenza contro le donne, senza sapere che un brutto giorno ne sarebbe diventata protagonista e vittima. —
Francesco Cosimini
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