Tre indagati per la maxi truffa Gli atti alla procura di Ravenna
Perquisizioni e sequestri di pc e smartphone dei sospettati residenti in Emilia Romagna Sui due conti correnti sequestrati recuperate migliaia di euro
LUCCA. L’indagine sulla maxi truffa in rete legata al sito fake «Tribunale di Viareggio-Ministero della Giustizia» arriva ad una svolta importante. Il sostituto procuratore Elena Leone ha provveduto a far bloccare dalla polizia postale due conti correnti (uno italiano e uno francese) dove gli utenti depositavano una caparra pari al 10% del valore dell’immobile da acquistare all’asta all’interno dei due siti fasulli (oltre al tribunale di Viareggio era attivo anche quello di Fano, ma entrambi non sono mai esistiti se non come sedi distaccate). E la polizia giudiziaria ha recuperato all’interno di uno dei due conti correnti almeno 26mila euro e altri soldi sono stati recuperati nell’altro prima che gli autori del raggiro li facessero sparire.
TRE INDAGATI
Dai rapidi accertamenti della polposta sono emerse responsabilità nei confronti di tre persone - tutte residenti nel comune di Ravenna - che sono state iscritte nel registro degli indagati per truffa e che sono stati sottoposti a perquisizioni domiciliari e al sequestro di alcuni strumenti informatici (pc, smartphone, ecc) per recuperare elementi utili ai fini investigativi dopo che i due siti collegati (Tribunale di Viareggio e Tribunale di Fano) erano stati oscurati e sequestrati.
INCHIESTA A RAVENNA
Al termine del provvedimento d’urgenza disposto dalla procura di Lucca venuta a conoscenza dell’ipotesi della truffa che, ad oggi, avrebbe coinvolto almeno una trentina di risparmiatori residenti soprattutto dal Nord Italia (Veneto, Emilia e Lombardia mentre non ci sono tra i truffati lucchesi o versiliesi), l’autorità giudiziaria ha trasferito gli atti alla procura di Ravenna competente per territorio. Perché lì si sarebbe consumata la maxi truffa da centinaia di migliaia di euro solo in parte recuperati.
IL LOGO FASULLO
A tratte in inganno le persone quei siti fraudolenti che recavano il logo dei Tribunali. Quel simbolo - identico a quello usato nei siti dei tribunali veri - rappresentava un’ulteriore garanzia sulla veridicità di quanto rappresentato all’interno di un link che rimandava gli interessati all’acquisto di immobili a prezzi convenienti.
MODUS OPERANDI
Nella quasi totalità dei casi l’interessato all’acquisto di un immobile scorre il sito «Immobiliare.it» e visiona un appartamento e o un’abitazione dal prezzo di base d’asta telematica appetibile. Per maggiori informazioni gli interessati vengono indirizzati allo studio legale Bartoletti di Viareggio che si trova all’interno del sito «Tribunale di Viareggio». Una volta entrati vengono introdotti con un clic sulle procedure immobiliari di aste che comprendono perizie, visure, ordinanze. Attraverso una mail chiedono il modulo di compilazione per partecipare all’asta. Ricevuto il modulo scaricavano e compilavo versando la caparra pari al 10% dell’importo dell’immobile su uno dei due conto correnti indicati. —
L.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google