Sicurezza
Privacy violata con nomi e malattie visibili sul sito Asl: manager condannata
L’azienda sanitaria aveva pagato una multa di 16mila euro Ora l’ex direttore generale De Lauretiis dovrà risarcirne 4mila
LUCCA. Bastava cliccare sull’allegato e in un secondo un elenco di persone affette da particolari patologie veniva squadernato sullo schermo. Nomi e cognomi con relativi contributi a cui avevano diritto. Soldi erogati dall’Asl livornese a integrazione dei costi per curare le rispettive malattie.
Una macroscopica svista nella pubblicazione della delibera che per l’Asl Toscana Nord Ovest si era tradotta in una multa di 16mila euro da parte del Garante della privacy. Quella somma la Procura della Corte dei conti l’ha chiesta all’ex commissaria e poi direttrice generale da tempo in pensione Maria Teresa De Lauretiis, 63 anni, di Livorno, della super Asl che riunisce le ex aziende sanitarie di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Viareggio.
Alla fine il conto finale è di 4mila euro che l’ex manager dovrà versare all’Asl di cui è stata direttrice fino a qualche mese fa.
Il procedimento era partito per una responsabilità oggettiva della manager a cui veniva contestato di aver lasciato trasmettere senza filtri «dati sensibili alla società Insiel Mercato Spa di Trieste, quale soggetto esterno di cui l’Azienda si avvaleva al fine di gestire il protocollo informatizzato degli atti aziendali, senza che la stessa società fosse nominata “responsabile” del trattamento dei dati personali». In pratica senza quell’accortezza era stato reso accessibile, attraverso il sito web istituzionale dell’Azienda, «il testo del provvedimento di erogazione di contributi economici a favore di soggetti affetti da particolari patologie, senza oscurare, nel relativo allegato, tutti i riferimenti utili ai fini del riconoscimento dei singoli interessati» si legge nella sentenza.
I giudici riconoscono, come parziale attenuante alla De Lauretiis, da una parte il periodo limitato in cui era stato possibile accedere ai dati sensibili e dall’altro che all’epoca «la neonata azienda sanitaria stesse vivendo un periodo di riorganizzazione su vastissima scala, con conseguente coinvolgimento, per la sola Area Nord Ovest, al cui vertice la dottoressa De Lauretiis era preposta, di 13.000 dipendenti, 13 stabilimenti ospedalieri, 12 zone di distretto territoriali ed una popolazione residente di circa 1 milione e 200 mila». Di qui la riduzione della somma a 4mila euro. L’altro fronte riguarda la materiale gestione dei documenti. E sul punto la Corte dei conti esonera la manager da ogni responsabilità.
«Nessuna condotta foriera di danno sembra potersi contestare alla De Lauretiis dal momento che appare chiaro come l’evento sia meramente materiale e riconducibile all’attività dei singoli operatori – spiegano –. Al fine di valutare la diligenza e la perizia usate dalla convenuta nella gestione di un così delicato settore, appare utile enfatizzare la circostanza data dal fatto che, la convenzione conclusa, con una nuova e diversa società (Insiel Mercato di Trieste), per la fornitura della nuova applicazione di gestione degli atti deliberativi e del modulo “Albo Pretorio on line”, in data 18 novembre 2015, proprio sotto l’egida del nuovo Commissario Unico, dott.ssa De Lauretiis, abbia previsto un nuovo programma di gestione degli atti aziendali che assicura la possibilità di prevedere nativamente, by default, una funzionalità tesa a proteggere il dato personale, attraverso un meccanismo automatico di sottrazione dell’informazione sensibile alla pubblicazione». E in questo senso la violazione della privacy è da attribuire a un errore ricollegabile alla attività del singolo operatore «escludendo, pertanto, per questa seconda ipotesi di danno, la responsabilità della De Lauretiis». —
Pietro Barghigiani
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