Sicurezza
Il ladro del rame in trappola per colpa della sua macchina
Contestati furti di discendenti e canale in cimiteri, chiese e case in Lucchesia. Viaggiava su una Fiat Palio blu station wagon, unico esemplare in provincia
LUCCA. A tradirlo è stata l’auto con cui andava a compiere i furti di rame a Lucca, nel Capannorese, a Pescaglia e a Massa Pisana. Una Fiat Palio blu station wagon, uno dei due modelli di quel tipo e di quel colore circolanti in tutta la Provincia di Lucca. Soltanto che l’altro era intestato ad un anziano e ormai non viaggiava più. I colpi riguardavano discendenti e canale di scolo delle case, dei cimiteri e addirittura della chiesa parrocchiale di San Leonardo in Treponzio. E in almeno 3-4 circostanze i testimoni videro, poco prima o poco dopo il furto, una vettura che in Brasile ebbe un grande successo ( la vettura più venduta nel 2014 con 183.748 consegne), ma nel mercato italiano ed europeo registrò un discreto flop: la Fiat Palio. Quell’auto era intestata a una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: Giovanni Iannella, 46 anni, origini campane, ma residente per anni tra Lucca e la Versilia.
Una vicenda che risale ad alcuni anni fa quando nella vettura di Iannella vennero ritrovati oltre 31 chili di rame, discendenti e canale di scolo, destinati ad un deposito di materiale ferroso in Lucchesia che già in passato aveva avuto 74 chili di oro rosso dallo stesso soggetto. Iannella è stato condannato dal giudice Matteo Marini per i furti di rame commessi a 2 anni e 10 mesi di reclusione e 200 euro di multa. Nel 2015 era stato sorpreso dai carabinieri nel cimitero di Colognora di Compito dove aveva sottratto porta candele di rame dalle lapidi delle tombe dei defunti. Ma il suo nome non è nuovo a fatti di cronaca. Nel 2018 era stato condannato a sei anni per due colpi avvenuti ai danni di tabaccheria della Versilia e il 26 settembre scorso la Corte d’Appello di Firenze lo condannò a 18 mesi di reclusione per uccisione di animali. Aveva massacrato tre gatti della convivente.
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