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Caso-felpati, offese e minacce alla Gsi L’azienda: «Siamo pronti a denunciare»
Commissione partecipate con i vertici di Lucca Crea: «Non si può imporre a chi vince un bando un contratto diverso»
«Siamo stati insultati su Facebook ma anche sul nostro telefono di servizio abbiamo ricevuto messaggi offensivi e minacce e siamo pronti a denunciare». A dirlo, al termine della commissione partecipate dedicata alla “questione felpati” che si è svolta ieri pomeriggio, visto il gran numero di partecipanti, nella sala del Consiglio di Palazzo Santini, una rappresentate della Gsi Security Group, l’istituto di vigilanza di Milano, con sede Querceta, che si è aggiudicato l’appalto per il Lucca Comics & Games 2019 “fornendo”, per quanto riguarda il servizio notturno, sia guardie armate che portieri al lavoro nei vari padiglioni: in tutto 450 dipendenti. Gli attacchi all’azienda, stando a quanto ha fatto sapere la rappresentante di Gsi, «ci sono stati sia dal movimento Lucca Crepa» - nato a ridosso dell’inizio della manifestazione per denunciare, tra le altre cose, la bassa retribuzione oraria prevista dal contratto applicato (ndr, 3,40 euro all’ora nel caso del portierato notturno) e che era all’ordine del giorno della commissione - che «da ex dipendenti», che probabilmente fanno parte dello stesso movimento e che in passato avevano lavorato in Gsi proprio per il Lucca Comics. Una strada, quella giudiziaria, che anche Lucca Crea non esclude di percorrere. Non l’ha nascosto il presidente della partecipata, Mario Pardini, il quale in uno dei suoi interventi ha messo sotto accusa Lucca Crepa citando alcune affermazioni del movimento e facendo notare come la maggior parte fossero «fake news». «Il mio compito è tutelare l’azienda e per questo motivo - ha poi concluso Pardini - non escludiamo di fare dei passi nelle opportune sedi». Al tavolo, accanto a lui, c’è il direttore di Lucca Crea, Emanuele Vietina il quale fra le altre cose ha precisato che «la gara non è stata fatta al massimo ribasso ma sulla base del progetto tecnico» ; con loro anche l’ingegnere Valentina Maggi, che ha spiegato come è stata strutturata la gara d’appalto, e l’avvocato Nicola Frezza che ha confermato che il contratto applicato da Gsi, «è quello maggiormente rappresentativo del settore». Si tratta del contratto nazionale per “dipendenti da istituti e imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari”, sezione servizi fiduciari, stipulato dai sindacati Fiscascat Cisl e Filcams Cgil. «Lucca Comics & Games è uno dei pochi grandi festival che ha, già dal 2004, deciso di non usufruire del volontariato - hanno detto i vertici di Lucca Crea - scegliendo di dare un riconoscimento in denaro a tutti coloro che contribuiscono al successo della manifestazione. È bene chiarire che Lucca Crea è una società 100% pubblica, partecipata interamente dal Comune di Lucca e questo vuol dire che non può operare liberamente sul mercato ma è soggetta al codice degli appalti. Dal momento che sono stati aboliti i voucher, che negli anni passati permettevano al festival di gestire in proprio le collaborazioni anche dei ragazzi addetti al controllo degli ingressi, la società è obbligata per legge ad appaltare il servizio, tramite gara, a una società esterna». I vertici di Lucca Crea, durante la commissione richiesta dal consigliere di CasaPound Fabio Barsanti, hanno anche precisato che la partecipata «non può e non deve imporre al vincitore di un bando l’applicazione di un contratto nazionale diverso e/o l’applicazione di una paga oraria minima superiore a quella stabilita dal contratto nazionale in vigore per il settore, perché la normativa non glielo consente, anzi glielo vieta». Tutti i partecipanti alla commissione sono d’accordo sul fatto che la paga dei felpati e dei guardiani notturni sia troppo bassa ma, è stato ribadito anche ieri, «è prevista dal contratto nazionale». L’assessore Giovanni Lemucchi ha confermato l’impegno dell’amministrazione per trovare soluzioni ma ha anche fatto presente quali siano le difficoltà. «Stiamo analizzando bandi analoghi per capire, dal punto di vista normativo, che spazio abbiamo visto che il problema non c’è solo per i Comics ma per tante manifestazioni». —
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