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Lucca

arrivati i risultati di arpat 

Pesci morti nel torrente Leccio: le cause restano un mistero

Nicola Nucci
Pesci morti nel torrente Leccio: le cause restano un mistero

Le analisi fanno escludere la presenza di idrocarburi o uno scarico fognario. La sostanza oleosa avrebbe provocato una letale carenza di ossigeno

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CAPANNORI. Restano un mistero le cause dirette della moria di pesci nel rio Leccio, e proprio questa mancanza di spiegazioni costituisce un elemento inquietante su quanto accaduto il primo ottobre scorso su corso d’acqua che attraversa Porcari. Inquietante anche perché questo complica il lavoro di ricerca dei responsabili dell’accaduto.

Insomma cosa era quel liquido scuro che galleggiava, insieme ai pesci morti, sulla superficie del torrente due mesi fa? I risultati delle analisi di Arpat non chiariscono la tipologia delle sostanze che potrebbero essere state scaricate nel rio. Sostanze che non sono risultate tossiche, ma che avrebbero ucciso i pesci per via indiretta. L’ipotesi più probabile infatti è che, trattandosi di sostanze oleose, abbiano provocato una drastica riduzione dell’ossigeno e quindi la morte di alcuni pesci di grossa taglia (mentre i pesci più piccoli presenti nel rio non hanno dato segni di sofferenza).

In particolare Arpat ha fatto un campionamento nel punto dove è stata rinvenuta la presenza di schiuma. Tra i parametri analizzati anche gli escherichia coli che non sono risultati troppo alti, escludendo quindi uno sversamento di liquami fognari. Le verifiche tecniche hanno escluso anche uno sversamento di idrocarburi.

«Con una metafora medica si potrebbe dire che il malato ha avuto un mal di pancia ma non quale cibo ingerito sia stato a indigesto – dice il sindaco Leonardo Fornaciari commentando i dati di Arpat – in poche parole non c’è una sostanza prevalente nello sversamento. I risultati lasciano aperti degli interrogativi, ma è importante che dalle analisi sui campioni di acqua prelevati per controllati non siano emersi valori alti di sostanze tossiche. La mancata presenza della corrente in quel tratto del torrente ha fatto sì morire i pesci, ma l’acqua ferma ha permesso di intervenire efficacemente con un’autobotte per aspirare il liquido oleoso».

A segnalare l’avvistamento di pesci morti venire a galla sul torrente, nel tratto a nord della scuola media, erano stati alcuni cittadini che lanciarono l’allarme al Comune. Subito fu messa in moto la macchina di bonifica, con l’isolamento della parte inquinata e il pompaggio delle sostanze oleose. Parallelamente ci fu l’intervento dell’Arpat, con i prelievi, la misurazione della temperatura e dei livelli di ossigeno.

A questo punto diventa più difficile però risalire alla provenienza delle sostanze e, quindi all’autore del gesto. «Faremo una valutazione anche gli uffici comunali su quello che rimane un brutto episodio», conclude il sindaco Fornaciari che ribadisce la volontà di punire i responsabili. —
 

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