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I lavoratori del Giglio: le perdite non sono nostra responsabilità

I lavoratori del Giglio: le perdite non sono nostra responsabilità

L’assemblea ha proclamato  lo stato di agitazione «Non è ancora stata fatta un’analisi delle mancate entrate»

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lucca. Sui problemi del Teatro del Giglio intervegono i sindacati e le Rsu, dopo i vari incontri avuti con i vertici dell’Azienda e con l’Amministrazione comunale a partire dal mese di agosto e fino a qualche giorno fa, a seguito dei quali è anche stata tenuta un’assemblea.

«A maggio 2019 - ricordano Slc Cgil, Fistel Cisl e le Rsu - è stato dichiarato un disavanzo sul bilancio consuntivo per l’anno 2018 di 214.000 euro. A seguire, le dimissioni del direttore generale Manrico Ferrucci e, contestualmente, la disdetta del contratto integrativo aziendale a partire dal 31 dicembre prossimo».

Nel corso dell’estate, poi, «con i dati del bilancio preventivo alla mano, l’azienda ha comunicato ai dipendenti la volontà di decurtare alcune voci salariali previste dall’integrativo ancora in corso di validità per portare il preventivo del 2019 in pareggio. Tale intenzione è stata poi confermata ai sindacati dall’amministrazione comunale. Il personale riunito in assemblea ha considerato inaccettabile la posizione dell’azienda, poiché non ritiene corretto il mancato rispetto di un accordo in vigore, ma, soprattutto, perché non si sente responsabile delle perdite di bilancio. I dipendenti hanno chiesto più volte un’analisi delle mancate entrate, indicate nella nota integrativa del bilancio per una cifra pari a –183.000 euro rispetto all’anno precedente, composte da minori incassi dalla stagione teatrale, decremento dei rimborsi spese delle varie stagioni, diminuzione dei ricavi accessori e per uso a terzi. La riflessione su queste voci di entrata non pare sia ancora stata fatta, con la conseguenza che ogni anno il Teatro rischia di ripetere scelte sbagliate e di ritrovarsi con risultati negativi. Nel corso degli anni non sono state messe in atto, o se lo sono state non hanno sortito effetti, strategie che portassero a maggiori entrate al di fuori del contributo pubblico; così, nei momenti di difficoltà economica, l’attenzione si è rivolta, come accade oggi, solo ai costi più facilmente individuabili legati al personale, andando ad incidere soprattutto su chi guadagna meno. Per tutte queste motivazioni, i dipendenti hanno deciso di indire lo stato di agitazione sindacale». —



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