Sicurezza
Aids, diminuiscono i casi: «Ma la guardia resti alta»
Quattro i nuovi casi di infezione da Hiv registrati nel corso del 2019 al San Luca per una diminuzione del 70%, ma preoccupa la giovane età di chi è colpito
LUCCA. In calo i casi di Aids in provincia. Nell’anno in corso la struttura di malattie infettive ed epatologia dell’ospedale San Luca ha infatti diagnosticato quattro nuovi casi da infezione da Hiv, due dei quali notificati come Aids. «Dati confortanti se comparati con quelli degli anni precedenti – commenta il dottor Michele De Gennaro, dirigente medico della struttura di malattie infettive ed epatologia – anche se c’è ancora molto da fare per raggiungere livelli ottimali e l’imperativo resta non abbassare mai la guardia».. Nel 2019 il numero di nuove infezioni è infatti diminuito del 70% attestandosi sui livelli nazionali. Sono tutti soggetti maschili di nazionalità italiana che hanno contratto il virus attraverso rapporti sessuali promiscui. L’età media è di 41 anni, ma ciò che preoccupa è la concentrazione massima tra 25 e 29 anni «a testimoniare – aggiunge De Gennaro – un’assenza di informazione e la scarsa attenzione dei giovani verso l’uso del preservativo che, in molti casi, possono giocare brutti scherzi e mettere a repentaglio anche la vita del partner. Chi pensa di avere avuto comportamenti a rischio dovrebbe fare immediatamente il test Hiv, necessario per tutelare la propria salute e quella degli altri, evitando l’insorgenza di infezioni gravi che, associate a una riduzione delle difese immunitarie, complica il percorso delle cure che, a questo punto, possono non dare risultati soddisfacenti».
I dati positivi di quest’anno sono probabilmente il frutto di campagne di sensibilizzazione e strategie come il “test and treat”, ovvero testare e trattare in tempi brevissimi, attraverso diagnosi con potenti terapie antivirali che impediscono la trasmissione e la circolazione del virus Hiv. «Puntiamo sulle giovani generazioni, affinché diventino veicolo di l’informazione della malattia, considerata la peste del secolo», ricorda la funzionaria pari opportunità della Provincia Elisa Carmignani, intervenuta alla conferenza stampa che si è svolta (non a caso) al Cantiere Giovani, luogo frequentato da centinaia di studenti.
Sono intervenute anche Margherita Brunetti, coordinatrice dell’educazione e promozione della salute Asl, la responsabile della casa-famiglia monsignor Agresti, Chiara Bertolozzi, Lucia Massetani del centro studi Ceis e la presidente di Anlaids Versilia Maria Cristina Tognetti. Nell’ottica della diffusione della prevenzione e della conoscenza dei pericoli connessi alla propagazione del virus Hiv, da dieci anni si muove il progetto di comunicazione sociale “Ultimora” promosso dall’Asl Toscana nord ovest e rivolto ai ragazzi delle scuole superiori, che quest’anno coinvolge l’istituto Machiavelli-Civitali e Isi Pertini di Lucca, Isi Barga-liceo linguistico Pascoli e alberghiero Pieroni in Media Valle del Serchio, Isi Marconi di Viareggio e liceo artistico Stagi di Pietrasanta.
L’obiettivo è la promozione del benessere tra i giovani, attraverso percorsi formativi che vanno all’indirizzo della consapevolezza sul tema. A tal proposito sono previsti tre incontri di sensibilizzazione (il 2, 4 e 6 dicembre) il cui contenuto è visibile sul sito Asl. Come in precedenza, anche quest’anno è stato scelto un locale, in questo caso il Peschino in piazza San Michele dove, nella giornata conclusiva, saranno distribuiti preservativi e materiale informativo. —
Rossella Lucchesi
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