Il Tirreno

Lucca

violenza sulle donne 

Una panchina rossa per Vanessa nella sua scuola

Francesco Cosimini
Una panchina rossa per Vanessa nella sua scuola

Inaugurata all’Isi di Barga dalla mamma Maria Grazia e dalle sorelle, a pochi giorni dal decimo anniversario del delitto

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Si dovrebbero coniare parole nuove per descrivere certe emozioni. Ad esempio, quelle sui volti commossi delle centinaia di persone, fra studenti e studentesse, insegnanti e istituzioni, che ieri mattina si sono lasciate trasportare dalla testimonianza di Maria Grazia Forli, mamma di Vanessa Simonini, ragazza uccisa fra il 7 e l’8 dicembre 2009 da quell’«orco travestito da agnellino» che diceva di essere suo amico. Sono le parole di una madre da allora costretta a diventare coraggiosa, ma che quando ricorda Vanessa si fanno dolci e capaci a sfiorare le corde nel cuore dei presenti. Deve però riaprire i cassetti della memoria su quelle terribili ore che per mano di quell’uomo violento strapparono per sempre il “cordone ombelicale” fra Vanessa e Maria Grazia, e sui capitoli giudiziari che sono seguiti.

La mattinata si è svolta ieri mattina nell’aula magna dell’Istituto superiore d’istruzione di Barga, piena di ragazzi e ragazze. Proprio in quell’Isi che accolse e formò una Vanessa ricca di sogni e speranze, soprattutto dopo gli orali della maturità: grande passo per cui quella bimba ormai diventata grande, si presentò con una tesina nella quale analizzava il fenomeno sulla violenza contro le donne senza sapere che ne sarebbe diventata protagonista.

Giornata di parole. Quelle di Maria Grazia che oggi può solo dire ad ogni ragazza «fai attenzione ai campanelli d’allarme». O quelle di un ragazzo che a fine mattinata, in disparte, s'è rivolto alla signora ringraziandola di aver donato a tutti e tutte la sua testimonianza che certamente produrrà frutti.

Infatti a pochi giorni di distanza dalla Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebra ogni 25 novembre, la scuola di Vanessa ha deciso di far riflettere sul fenomeno: anche accogliendo e inaugurando l’85esima Panchina rossa della Valle del Serchio, la prima d’un istituto scolastico nella provincia. Questa, dedicata a tutte le donne ed in particolar modo alla giovane gallicanese, va ad aggiungersi alle altre promosse e sparse a macchia d’olio, spesso con mamma Maria Grazia in veste di madrina e le immancabili figlie Simona e Melania, dall’associazione-sportelli d’ascolto “Non ti scordar di te”, nata proprio come risposta a quanto accaduto a Vanessa. Associazione, oggi con sedi a Ponte di Campia e Castelnuovo, che su ognuna panchina oltre al suo numero (0583 766094) ha inserito quello di altre due realtà provinciali simili.

Ieri mattina con la presidente Maria Stella Adami ha presentato i freddi dati sull'anno in corso. Iniziative dell’associazione ed in particolar modo le panchine, per Adami sono state «il modo ad incoraggiare le donne a venire da noi». Tanto c’è da fare ancora per eliminare le violenze: la speranza e le tante iniziative si concentrano sulle nuove generazioni spesso protagoniste di incontri scolastici di sensibilizzazione come questo. Strada che per la preside Iolanda Bocci, insieme a tutte le istituzioni al suo fianco, è l’unica da seguire. —

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