Gioco
Cartiera Pieretti, scaduti i termini per depositare il piano concordatario
Nonostante la proroga concessa dal giudice delegato Lucente il commissario giudiziale Citti non ha ricevuto dall’azienda uno straccio di proposta
LUCCA. Siamo a un passo dal de profundis per la Cartiera Pieretti srl. L’azienda aveva depositato un concordato preventivo in bianco che era stato accettato dal tribunale il 26 agosto scorso. E aveva allegato un contratto d’affitto con una nuova società nata da poco, la Cama srl. Un accordo che sarebbe dovuto decorrere dal 9 settembre e che stabiliva il passaggio diretto di tutti i rapporti di lavoro, salvo poi prevedere clausole risolutive, tra le quali la mancata riduzione del numero dei lavoratori e delle retribuzioni, da attuarsi tramite accordo sindacale. Ma a quella data non è successo nulla. Dopo l'incontro con i sindacati dei lavoratori nello studio del commercialista Luca Citti, commissario giudiziale nominato dal giudice delegato Giacomo Lucente, era sorta una malcelata sensazione che l’azienda volesse complicare una procedura di concordato con un affitto di azienda fatto male e senza un progetto industriale serio. Da lì la comunicazione da parte della Cartiera Pieretti che il contratto d’affitto di ramo d’azienda era stato fatto male e che sarebbe stato rescisso per rifarlo tenendo conto delle norme di legge. Nell'affitto di ramo di azienda era inserito, come condizione, il passaggio di solo 14 dipendenti con stipendi da ridurre al minimo. I dipendenti sino a qualche mese fa erano 23 perché molti se n’erano andati.
LE NOVITÁ
Nei primi giorni di novembre l’azienda avrebbe dovuto depositare il piano concordatario nella cancelleria del tribunale. Ma poco prima c’è stata la richiesta al giudice delegato di una deroga che scadeva il 27 novembre. Ma ieri mattina il commissario giudiziale Luca Citti ha comunicato al tribunale fallimentare che niente era stato prodotto. Nessun documento e tantomeno un piano concordatario degno di questo nome. A questo punto il giudice delegato assieme al collegio del tribunale fallimentare si riunirà per capire se vi sono margini per arrivare ad un accordo e quindi alla redazione di un piano che possa portare a proseguire l’attività. Se così non fosse la strada da seguire è una sola. E porta dritta alla declaratoria fallimentare con tutto ciò che ne consegue. La prossima settimana è attesa una decisione definitiva. —
L.T.
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