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Manifattura, passa la variante Può partire il bando di vendita

Manifattura, passa la variante Può partire il bando di vendita

Il provvedimento riguarda la porzione esclusa dalla ristrutturazione ex Piuss Tensione in consiglio comunale: la minoranza ha abbandonato l’aula

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lucca. Passa, con il voto della maggioranza, la variante sulla destinazione dì’uso della parte di Manifattura esclusa dai lavori ex Piuss. Quella in sostanza per la quale la Fondazione Crl, mesi fa, aveva depositato una lettera in cui esprimeva interesse. Adesso, con il cambio di destinazione da industriale a direzionale, commerciale al dettaglio, di servizio, turistico ricettivo, residenziale, artigianale, a parcheggio, l’edificio (per un totale di circa 20.000 metri quadrati di superficie interna) potrà essere messo sul mercato (attraverso un bando pubblico che sarà l’amministrazione comunale a emettere) e suscitare interessi di uno o più potenziali compratori (chi la acquisirà, poi, dovrà farsi carico anche della ristrutturazione).

Il via libera alla variante è arrivato durante il consiglio comunale di martedì 26 novembre, una seduta tutt’altro che facile, caratterizzata da forti tensioni. L’opposizione ha cercato di ostacolare l’approvazione del provvedimento, fino a quando ha abbandonato l’aula. «La minoranza vuole affossare un progetto di recupero che riguarda la parte della Manifattura più vicina alle Mura e nella discussione della variante urbanistica ha dimostrato ancora una volta l’incapacità di elaborare una proposta alternativa portando avanti con singolare caparbietà una linea distruttiva nei confronti della città - sono le parole dure dei consiglieri di maggioranza -. L’introduzione nella parte della Manifattura non interessata dai lavori ex Piuss delle nuove funzioni, in linea con il masterplan approvato nel 2016 consente di attrarre i capitali privati necessari a portare a compimento il recupero completo di tutto il vasto complesso. Questa opposizione con il solo fine di non far conseguire un innegabile successo senza la minima responsabilità civica, cercando di far saltare la variante urbanistica lavora per arrecare un danno irreparabile a Lucca e lasciare una parte importante della città ancora in abbandono per anni».

«Dal 2004, anno del trasferimento a Mugnano, la Manifattura cittadina è diventata l’ex Manifattura - interviene l’assessora all’urbanistica Serena Mammini -. Vorremmo togliere quel prefisso “ex” e far sì che quel luogo diventi una nuova Manifattura, in equilibrio con il resto della città, anzi, attrattore e non in competizione con le altre aree del centro. Non a caso “lavoro, servizi, cultura” sono le tre parole cardine, i tre contenuti fondamentali del masterplan elaborato dall’amministrazione che ha costituito, in gran parte, il quadro di riferimento per la variante».

«La Manifattura - continua - , un complesso di edifici inanimati che, se per un terzo sta ritornando a nuova vita, per la restante parte niente ha visto concretizzarsi per la sua riqualificazione. Tra i tanti motivi per cui in 15 anni è rimasta silente, c'è anche quello che, evidentemente, gli strumenti predisposti per un suo iter di riqualificazione, non erano adeguati. E gli antichi magazzini del grano sono diventati magazzini del guano». Mammini specifica poi che «obiettivo della variante è la riqualificazione del complesso, ovviamente senza stravolgerne la natura architettonica e la valenza paesaggistica. La variante adottata è finalizzata a introdurre una modalità di attuazione più flessibile rispetto a quella prevista da regolamento urbanistico e mai attuata». —



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