Gioco
Centro unico migranti, l’opposizione contraria «No a un nuovo ghetto»
bagni di lucca. È indicato in un grande stabile di viale Vittorio Emanuele il centro unico destinato ad accogliere una quarantina di richiedenti asilo a Ponte a Serraglio, accorpando in un’unica struttura i tre centri a oggi aperti sul territorio: intervento da attuare in ottemperanza del decreto Salvini. L’ufficialità ancora non c'è e con ogni probabilità verrà data in consiglio comunale di domani sera.
C'è preoccupazione tra residenti e operatori di Ponte a Serraglio per l'annunciato arrivo del centro unico. Nonostante le polemiche iniziali, con i richiedenti asilo si era presto arrivati a una convivenza civile: alcuni di loro si erano ben integrati, partecipando anche a lavori socialmente utili e manifestazioni sportive. Ma ora l'accorpamento di persone di nazionalità, credo e culture diverse fa temere che il rapporto possa peggiorare sia con la popolazione locale che tra i migranti. Questi timori sono emersi dall'incontro organizzato al bar Italia dai consiglieri comunali di opposizione Laura Lucchesi e Claudio Gemignani. «Abbiamo constatato i timori della gente, l'incredulità, la voglia di sapere di più - dicono - ci hanno chiesto cosa possiamo fare prima che il centro venga aperto, oltre a controllare dopo. Sulla base dell'esito dell'incontro con l'amministrazione e del Consiglio di venerdì 29, abbiamo sul tavolo idee, mozioni, interpellanze. Abbiamo mobilitato i nostri parlamentari Zucconi e Mallegni che sono disposti a venire sul territorio e incontrare i cittadini intraprendendo le azioni che competono loro. Scriveremo al nuovo prefetto». Da parte del gruppo di centrodestra di Lucchesi e Gemignani il no all'accorpamento è netto: «Non vogliamo venga creato un ghetto. Anzi, non vogliamo si creino due ghetti: uno fatto dai migranti, uno dai cittadini. Ponte è una frazione con una ridotta popolazione. Preferiamo di gran lunga l'attuale sistema. Come anche molte cooperative che infatti, non hanno partecipato alla gara. Il bando parla di un massimo di 50 migranti: siamo sicuri non si parta da 35/40 per arrivare a 50? Appena sarà svelata l'ubicazione dell'edificio vedremo se è a norma». —
Emanuela Ambrogi
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