Il dolore
Zangari rischia l’ergastolo, niente abbreviato
Una legge dello scorso aprile stabilisce l’inapplicabilità del rito alternativo per i delitti puniti con la pena massima
LUCCA. Pericolo di fuga e reiterazione del reato, queste le motivazioni con cui nelle 34 pagine dell’ordinanza viene motivata la custodia cautelare nel carcere di Paola, in provincia di Cosenza, di Graziano Zangari, il 46enne muratore residente a Saltocchio, che ha confessato di aver ucciso la compagna Chiara Corrado, nella notte tra il 26 e il 27 luglio. Nell’ordinanza sono riportate le testimonianze raccolte dagli inquirenti (il datore di lavoro di Zangari, il proprietario della roulotte, ecc) e già inserite nel decreto di fermo dal pubblico ministero Aldo Ingangi. Un quadro indiziario forte e chiaro, che secondo il magistrato potrebbe determinare un pericolo di fuga dell’imputato. Gli inquirenti sottolineano la freddezza con la quale ha agito Zangari ma al contempo evidenziano una sorta di disordine nel suo modus operandi.
Un disordine dovuto probabilmente all’uso di droga e alla paura. L’uomo, assistito dagli avvocati Francesco Sapone del foro di Paola con l’avvocato Vianello del foro di Roma, ha ammesso le sue responsabilità nel corso dell’interrogatorio di garanzia effettuato dal pm, Maria Francesca Cerchiera, delegata dal sostituto della procura di Lucca Ingangi: la lite, l’arrivo di un pusher amico della donna che lo minaccia, il successivo litigio con lei, concluso con una mazza da cantiere usata per colpire la donna al capo e ucciderla; la notte trascorsa a fianco del corpo senza vita e le operazioni messe in atto il giorno successivo per sbarazzarsi del cadavere e trasportarlo alla roulotte in un campo lungo l’Aurelia a Torre del Lago, dove la donna è stata ritrovata solo pochi giorni fa. Una confessione avvenuta di fronte al gip di Paola, Rosa Maria Mesiti, che ha convalidato l’arresto. In attesa di capire se Zangari verrà trasferito in un’altra casa circondariale, il pool difensivo sta valutando se chiedere una perizia psichiatrica in considerazione della dipendenza alla cocaina del loro assistito.
Intanto la procura di Lucca condurrà accertamenti testimoniali per appurare con esattezza la natura del rapporto intercorso tra Zangari e Corrado. In pratica verranno ascoltate persone che conoscevano bene la coppia: l’obiettivo è quello di delineare con la maggior chiarezza possibile il contesto in cui è maturato l’omicidio. Tale elemento sarà utile anche per contestare o meno eventuali aggravanti a Zangari. E in questo caso le aggravanti sono importanti anche per stabilire l’iter che seguirà il procedimento. Una legge dello scorso aprile stabilisce l’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo. Nel caso di Zangari, al momento accusato di omicidio volontario con l’aggravante dei legami sentimentali, la pena prevista è l’ergastolo. Di conseguenza, se le cose non cambieranno, l’uomo finirà davanti alla corte d’Assise e non potrà usufruire dello sconto di un terzo della pena previsto dall’abbreviato. Intanto venerdì verrà effettuata l’autopsia sul corpo di Chiara Corrado.
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