Il Tirreno

Lucca

Sugli scivoli della discoteca abbandonata «Qui avevamo fatto la cena di classe...»

Federica Scintu
Sugli scivoli della discoteca abbandonata «Qui avevamo fatto la cena di classe...»

Due ragazzi che fanno parte del movimento “Urbex” sono entrati per documentare le condizioni dell’acquapark e dei locali Il loro video ha avuto più di 20.000 visualizzazioni in meno di un mese: «Speriamo che questo posto possa riaprire presto»

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il viaggio

L’erba avvolge gli scivoli dell’acquapark. Nelle vasche, piene di acqua putrida, “navigano” solo foglie e i cestini della spazzatura. La piscina, dove un tempo ci si poteva anche tuffare, ora è vuota. Nella reception c’è di tutto: tavolette e galleggianti sparsi ovunque, armadietti distrutti. E anche nella discoteca, che ai tempi d’oro ha ospitato grandi artisti diventando uno dei locali di punta della Toscana (ndr, approfondimento sulla pagina a sinistra), si respira solo l’aria dell’abbandono. Si cammina sulla “polvere” degli estintori e un incendio ha danneggiato una parte della pista da ballo. A raccontare la Casina Rossa oggi, ci hanno pensato due giovani che fanno parte del movimento Urbex Italia. Si chiamano Davide Formisano ed Elisa Celli: hanno 35 anni lui, 28 anni lei, e insieme hanno aperto il canale Youtube “Ghost Village - Urbex Italia” che oggi ha più di 30.000 iscritti. Nella vita lavorano come commessi ma appena hanno un po’ di tempo libero partono alla ricerca di luoghi abbandonati da raccontare con video e foto. Il 31 ottobre hanno girato una puntata speciale dedicata ad Halloween proprio all’interno del complesso della Casina Rossa: un video che su Youtube ha superato le 20.000 visualizzazioni. La loro policy prevede di non dire il luogo in cui si trovano ma in questo caso ci hanno pensato i tanti lucchesi che, vedendo le immagini, l’hanno riconosciuto e svelato sui social. «Non diciamo ma dove andiamo - spiegano i due - soprattutto per una questione di sicurezza. C’è il rischio che il video sia visto da bambini che potrebbero raggiungere il posto e rischiare quindi di farsi male. Oppure che qualcuno ci entri per rubare. Per la legge italiana invece, se si entra in un edificio abbandonato senza effrazione, quindi utilizzando ingressi liberi, non ci sono problemi». Il viaggio dentro la Casina Rossa di Davide ed Elisa, conosciuti sui social come “Formi e Liz” comincia proprio dall’acquapark. “Armati” solo di una macchina fotografica, di una Go-pro e di un faretto, riprendono tutto quello che vedono. «Qui c’era il ristorante in cui abbiamo organizzato la cena per la fine delle scuole medie», dice Elisa emozionata mentre Davide registra. Lei è di Lucca e la Casina Rossa l’ha conosciuta e frequentata quando tutto funzionava ancora. «La parte della discoteca negli anni ’80 comprendeva tre sale da ballo - spiegano sempre nel video - è stato uno dei locali simbolo della Toscana e speriamo che presto possa riaprire». L’acquapark è chiuso da due anni ma i segni del tempo sono già evidenti. Dopo un tour esterno della Casina Rossa, “Formi e Liz” entrano anche nella storica discoteca, nei camerini utilizzati dalle drug queen e chioschetto che serviva i clienti seduti nei tavoli all’esterno. «Elisa ci è cresciuta in questo locale - spiega Davide Formisano contattato dal Tirreno - quindi lei ha provato un’emozione particolare. Devo dire che anche io sono rimasto colpito da questo luogo così affascinante. Il nostro obiettivo è quello di far conoscere le condizioni in cui si trovano gli immobili abbandonati nella speranza che possano essere recuperati. Ad esempio siamo stati anche in un vecchio ospedale di Biella dove c’erano dei macchinari ancora funzionanti che altre strutture sanitarie magari non hanno nemmeno...». L’ingresso di Elisa e Davide nel movimento di esplorazione urbana c’è stato quasi per caso, all’incirca due anni fa. «Abbiamo visto gli annunci delle case in vendita a un euro nei paesi che si stanno spopolando - aggiunge Formisano - e abbiamo cominciato a visitare quelli della Lucchesia. Siamo rimasti molto colpiti e quindi ci siamo lanciati in quest’avventura che ci ha portati in diverse parti d’Italia. Prima studiamo la situazione per poter dare delle informazioni corrette nei video che giriamo. Non lo facciamo per guadagnare qualcosa perché quello che arriva dalle visualizzazioni su Youtube è a malapena un rimborso che copre le spese dei viaggi. Ma solo per pura passione». —

Federica Scintu

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