Il dolore
Marito marchia la moglie Indagato per violenza
LUCCA. È indagato per maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale nei confronti della moglie che ora è ospite di una struttura protetta lontana da quel coniuge che l’ha resa schiava per anni impedendole di uscire, di lavorare, marchiandola a fuoco come si fa con il bestiame e arrivando a minacciare di gettare il figlioletto di pochi mesi dal balcone di casa dopo averlo afferrato per i piedi. Una vicenda choc avvenuta in Lucchesia e denunciata ai carabinieri giovedì scorso. Attualmente la vicenda è seguita dalla procura che ha attivato il Codice Rosso. Il pm ha iniziato l’iter procedurale previsto. La giovane donna, persona offesa, è stata sentita dalla polizia giudiziaria che ha cristallizzato i tanti episodi. Ora la donna e il figlioletto sono al sicuro. Le indagini proseguono e per l’autore del reato potrebbero scattare misure maggiori di quelle del divieto di avvicinamento. Ma il Codice Rosso, voluto per inasprire le pene di chi si macchia nuovamente di reati persecutori nei confronti di donne o minori, ha difficoltà attuative. La legge prevede per chiunque violi i provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare o il divieto di avvicinamento ai luoghi della persona offesa l’applicazione dell’articolo 387 bis che punisce con la pena da 6 mesi a 3 anni. Ma quella pena impedisce l’arresto in flagranza. Che in quel caso non avviene per atto motivato dal giudice, ma d’iniziativa della pg mentre il reato è in corso con obblighi di comunicazione nelle 48 ore. Eccezione del sistema ammessa solo per i reati in cui la pena massima sia superiore ai 3 anni. Niente carcere per lo stalker che reitera. —
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