La manifestazione
La procura sulle tracce dei truffatori del web
Dopo il sequestro del sito fake «Tribunale di Viareggio» sono arrivate una decina di denunce alla polizia postale
LUCCA. Sono una decina le denunce pervenute negli uffici giudiziari in relazione alla maxi truffa in rete legata al sito «Tribunale di Viareggio - Ministero della Giustizia» (esiste un’analoga versione, anche questa fake, «Tribunale di Fano - Ministero della Giustizia»). Al momento l’inchiesta - condotta dal procuratore Piero Capizzoto - ha portato la polizia postale a sequestrare il sito canaglia che ora è stato oscurato. Gli inquirenti sono sulle tracce dei malfattori che hanno cercato di accaparrarsi a buon mercato dei risparmi di terzi in buona fede attraverso false vendite di appartamenti a prezzi di realizzo in conseguenza di aste fallimentari. Una donna di Ravenna è riuscita ad evitare un raggiro da 12.500 euro grazie al direttore della filiale della banca in cui ha acceso il conto corrente. Aveva già effettuato il bonifico: «Mi ha fatto notare la singolarità di un conto corrente francese su un’asta immobiliare italiana. In quel modo ho preso contatto con gli uffici del tribunale civile di Lucca dove mi hanno avvisato della truffa in atto. Così ho revocato immediatamente il bonifico».
MODUS OPERANDI
Alla fine il modus operandi dell’organizzazione criminosa è sempre il medesimo. L’interessato all’acquisto di un immobile scorre il sito «Immobiliare.it» e visiona sul monitor un appartamento residenziale o un’abitazione dal prezzo di base d’asta telematica appetibile. Nel caso della donna di Ravenna era di 120mila euro nella Strada Maggiore di Bologna, una zona strategica della città. Volendo avere maggior informazioni gli interessati vengono indirizzati allo studio legale Bartoletti di Viareggio che si trova all’interno del sito «Tribunale di Viareggio». Racconta la vittima del raggiro: «Una volta entrata nel sito dello studio legale venivo introdotta con un clic sulle procedure immobiliari di aste telematiche, tra cui quella di Bologna a cui ero interessata, con una serie di perizie, visure, ordinanze del giudice. Rinvenivo una mail a cui chiedere il modulo di compilazione, previo documento di identità, per partecipare all’asta. Ricevuto il modulo scaricavo e compilavo» Ma sull’albo nazionale degli avvocati il nome di Mattia Bartoletti non compare. «A quel punto ho contattato l’amministratore del palazzo dove si trovava l’immobile all’asta che rifiutava di darmi informazioni. L’11 novembre sono riuscita a mettermi in contatto con il sedicente avvocato Bartoletti che sosteneva di aver ricevuto diverse pec di partecipanti all’asta». Andata in banca per il bonifico del 10% sulla base d’asta la donna è stata «salvata» dal direttore dell’istituto di credito. —
Luca Tronchetti
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