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Raid dei ladri, il bottino è di 30 centesimi

Raid dei ladri, il bottino è di 30 centesimi

I malviventi entrano nell’abitazione e nel laboratorio di Vittorio Andreoni, dg del Lammari: «Potevo trovarmeli davanti»

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lucca. «Potevo trovarmeli in casa. E cosa sarebbe successo, in quel caso? Ha idea del casino che poteva nascere? ». Vittorio Andreoni, notissimo direttore generale del Lammari calcio nonché titolare di un tomaificio, ha ancora la voce scossa mentre racconta quello che gli è successo nel tardo pomeriggio di sabato 23 novembre. Un raid dei ladri che hanno forzato e messo a soqquadro sia il laboratorio che l’abitazione fuggendo con un bottino (se così lo si può chiamare) meno che esiguo: 30 centesimi.

Sono le 17. 30 dell’altroieri, quando Andreoni torna a casa, in via dei Bocchi, dopo aver assistito alla partita della juniores del Lammari. Ma non entra subito nell’abitazione, in quel momento vuota, visto che la moglie e il figlio sono fuori. «Ho preso le chiavi che mi avevano lasciato nella cassetta della posta – racconta – e sono andato a fare alcune commissioni. In quel momento sono sicuro che tutto era a posto».

Andreoni torna in via dei Bocchi non oltre le 18. 20. È passata meno di un’ora, ma subito il dirigente sportivo si accorge che qualcosa non va. «Ho parcheggiato e ho visto la porta del laboratorio, poco distante dalla mia abitazione, aperta e con la chiusura che usciva. Quindi mi sono immaginato subito che cosa era successo».

La porta del capannone è (era) di quelle antisfondamento: «Probabilmente – ricostruisce Andreoni – hanno agito con un piede di porco piuttosto grande, e ritengo che fossero in più di uno. Certo, non riesco a capire che cosa potessero aspettarsi di trovare in un laboratorio. Hanno frugato dappertutto, forse cercando soldi che non c’erano. Hanno trovato dei blocchetti degli assegni che però hanno lasciato lì. Alla fine hanno preso soltanto trenta centesimi che erano appoggiati sul tavolino».

Questo però, è stato solo il “primo tempo”. «Sono andato verso casa – continua Andreoni – e mi sono accorto che avevano provato ad aprire la porta, senza riuscirci. Allora sono passati da una finestra, spaccando il vetro. Hanno frugato nella parte dove viveva mia madre prima di morire, ma non sono riusciti ad andare al piano di sopra, dove ho le cose più preziose. Credo che mi tenessero d’occhio e che hanno agito sapendo che non c’era nessuno all’interno. Però sono anche convinto che quando io sono entrato nel laboratorio fossero in casa e che poi sono scappati dal retro, verso i campi».

Dopo lo choc la chiamata al 112 e i carabinieri che arrivano per il sopralluogo. «Lunedì andrò a fare denuncia. Sono rimasto molto male, non solo per i 4-5. 000 euro di danni, ma perché non si può stare più tranquilli. E perché non ho idea di cosa sarebbe successo se li avessi trovati in casa». –

 

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