Sicurezza
Sei anni sotto accusa per colpa di quelle “centomele”
LUCCA. Un’odissea giudiziaria andata avanti per sei anni. Per colpa di quelle “centomele”. Di quell’assegno che l’ex compagno le aveva consegnato: che avrebbe dovuto essere di “centomila” euro ma che in realtà era stato mal compilato di proposito. E che perciò non era buono neppure per acquistarne una di mele, figuriamoci l’appartamento per cui sarebbe dovuto servire.
A porre fine alla tormentata vicenda che ha visto come protagonista Francesca Marseglia, pistoiese 55enne, è arrivata la sentenza di assoluzione dai reati di cui era accusata: estorsione e violenza privata. “Perché il fatto non sussiste” ha scritto il giudice del tribunale di Lucca, di fronte al quale, per competenza territoriale, si è svolto il lungo processo, costellato di stop e rinvii.
La vicenda prende il via all’inizio del 2013, nell’ambito di una tormentata e burrascosa relazione sentimentale che va avanti da circa tre anni, fra interruzioni e riappacificazioni. Durante una di queste interruzioni, l’ex compagno Enrico Bonacchi, pistoiese di 53 anni, viene a sapere che la Marseglia sta vendendo un appartamento di sua proprietà. Cosicché, per cercare di riallacciare nuovamente il loro rapporto, la contatta e le propone di acquistare lui l’appartamento, per dimostrarle la sua seria intenzione di rendere la loro unione duratura. Le versa quindi un acconto di 10. 000 euro. E i due tornano insieme. Per poi accordarsi sul saldo: il famigerato assegno da 100.000 euro, poco prima del rogito notarile.
Ma su quell’assegno invece di “centomila” c’è scritto “centomele”, e la Marseglia lo scoprirà la mattina dopo, quando va in banca per versarlo. Insospettita, chiede al cassiere il “benefondi” e capisce il perché di quell’errore voluto: l’assegno non sarebbe risultato coperto se compilato correttamente. Evidentemente, pensa, lui voleva riallacciare la loro relazione ma senza spendere nulla.
Bonacchi, in seguito alla comprensibile reazione della Marseglia, decide di denunciarla per estorsione, mettendo nero su bianco che, per avere quei soldi, la donna lo aveva minacciato di far sapere a tutti che lui in quel periodo si trovava ai domiciliari per maltrattamenti in famiglia nei confronti della ex moglie. Tutto ciò a totale insaputa della donna. Tanto che nei mesi successivi, sempre dietro le insistenze del Bonacchi, che propone addirittura una terapia di coppia per rafforzare il loro legame, la relazione prosegue.
Inaspettamente però, Francesca Marseglia scopre, con l’arrivo della raccomandata dell’avviso di conclusione delle Indagini, del procedimento penale avviato a suo carico dopo la denuncia per estorsione. A quel punto la relazione finisce per sempre e per lei – assistita dagli avvocati Isabella Mati e Riccardo di Bisceglie – inizia il patimento giudiziario.
Dopo sei anni, l’assoluzione da parte del giudice Michela Boi, che ritiene inattendibile la testimonianza della presunta parte offesa e inverosimile la ricostruzione da lui fatta della vicenda. —
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