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La crisi continua a colpire È boom di nuovi poveri

La crisi continua a colpire È boom di nuovi poveri

Incontro nei locali parrocchiali per fare il punto della situazione a Bagni di Lucca Dal 2015 il numero di persone assistite è passato da 90 a 250, su 5.800 abitanti

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BAGNI DI LUCCA. Sono devastanti anche a Bagni gli effetti della crisi sulle famiglie. Dal 2015, anno in cui partì l’iniziativa di Comune e associazioni per soccorrere in qualche modo vecchi e nuovi poveri, le persone assistite (spesso a capo di interi nuclei familiari) sono passate da 90 a 250, su un totale di 5.800 residenti. Considerando il dato esteso ai componenti delle famiglie delle persone assistite si arriva a 5-600 persone indigenti, più o meno il 10% della popolazione. Un dato che ha fatto lanciare un nuovo Sos nell’incontro (in occasione della Giornata mondiale dei poveri) tenuto nei locali parrocchiali, e dove sono intervenuti la direttrice della Caritas diocesana Donatella Turri, Gemma Fazzi dell’Auser, il sindaco Paolo Michelini e l’assessore Antonio Bianchi. Presenti anche la consigliera comunale Giulia Mariani, don Raffaello Giusti parroco di Bagni di Lucca, e don Franco Vitali, parroco di San Cassiano di Controne.

In sala però non più di 40 persone, legate alla parrocchia. Nessun cittadino non direttamente coinvolti. Ed è un problema, perché gli enti non hanno mezzi per sostenere gli indigenti e il volontariato non basta.

Ha colpito lo scenario sui nuovi poveri esposto da Turri. In rapido aumento le persone che «per destino, con uno stato sociale “buono”, e con un lavoro, all’improvviso si sono ritrovate disoccupate e prive del necessario quotidiano e anche della propria dignità. Oltre il 50% delle persone che si rivolgono alla Caritas Diocesana sono “nostre” e non stranieri. Urge provvedere non solo con i soldi, ma anche con atteggiamenti e azioni quotidiane per salvare una parte della comunità che si sta anche incattivendo, in alcuni casi ammalando».

Non mancano tra i nuovi poveri «imprenditori sull’orlo del baratro – ha proseguito Turri – che bruciano i mobili per scaldarsi. Una situazione che si sta allargando, ma che può essere sradicata. Nel 2000 le famiglie accolte dalla Caritas erano 109, nel 2018 erano 1.653. La crescita della povertà supera il 30%. Tante le persone che vivono in macchina, tanti i bambini costretti a vivere povertà». In una fase in cui gli enti non hanno soldi e il volontariato non può da solo sopperire, scatta l’appello alla comunità: «Non solo per provvedere al pagamento della bolletta che scade, ma per creare relazioni che possono portare anche a ritrovare lavoro. Occorre che tutti si prendano cura del vicinato, anche con piccoli gesti, ma molto importanti. Dobbiamo uscire dall’indifferenza».

Gemma Fazzi ha esposto i dati, allarmanti, di Bagni. Dal 2015 si occupa della rete di solidarietà alimentare ed è impegnata nella realizzazione di punti vendita del materiale donato (mobilia, abbigliamento, giocattoli, oggettistica): «In una comunità che supera di poco i 5.800 abitanti le persone in difficoltà sono salite da 95 a 250. Siamo attivi insieme al servizio sociale dal 2015. Abbiamo 68 ragazzi sotto i 18 anni in difficoltà, 14 sotto i 6 anni, 29 da 7 a 14 anni, 25 da 14 a 18 anni. Ci sono anche 11 anziani. C’è bisogno di fare rete, di collaborare e di capire come è cambiata la condizione della comunità».

Giulia Mariani, attiva nella parrocchia di Bagni è da due anni nel servizio civile della Caritas: «Sono rimasta stupita dalla situazione della Mediavalle. Non bisogna dare solo soldi, ma capire i motivi di tante povertà, a volte nascoste». Per don Raffaello Giusti «I poveri ci fanno vedere le cose con occhi diversi e devono smuoverci. Da domenica invito a tutti quelli che verranno a messa a portare una cipolla, una patata, una mela, un piccolo gesto per cambiare la mentalità, la cecità mentale. Bisogna avvicinarsi alle persone per vincere il pudore, la vergogna». —

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