Toscana
Sono 230 le donne che hanno chiesto aiuto «Pochi finanziamenti e servono più case»
Il dato si riferisce ai primi dieci mesi dell’anno ma a novembre e dicembre l’associazione si aspetta molti altri accessi
lucca. Oltre 200 donne, vittime di violenza, hanno chiesto e trovato aiuto, nei primi dieci mesi dell’anno, grazie all’associazione Luna. Sono state “prese in carico”: ’espressione che trasuda tecnicismo ma nasconde la grande capacità di ascoltare prima (ndr, sono stati 1.115 i colloqui di accoglienza), e di proteggere poi, facendo i conti con difficoltà oggettive come la mancanza di spazi, soprattutto di case da trasformare in “rifugi” e di risorse economiche. Il numero delle donne che si rivolge al centro antiviolenza lucchese è in costante aumento, da anni. Ma non è detto che sia un male.
«A novembre e dicembre - hanno spiegato Silvia Selmi, operatrice d’accoglienza Luna, Silvia Mammini, psicologa e coordinatrice dell’area minori e Ilaria Colombani, responsabile dell’area educativa, in occasione della presentazione del resoconto gennaio-ottobre 2019 - ci aspettiamo molti altri accessi visto che in questo periodo dell’anno si tende a stare più in casa per via del freddo e delle feste: questo comporta anche più possibilità di litigi e violenze. Questa tendenza poi è confermata anche dai dati degli anni scorsi. L’aumento degli accessi - spiega Selmi - non è di per sé un male perché significa che le donne stanno reagendo e che il sommerso sta venendo fuori». Duecentotrenta donne in totale, delle quali 24 sono “vecchie accoglienze” del 2018 che hanno continuato il loro percorso di uscita dalla violenza quest’anno, e 206 nuove donne accolte da gennaio a ottobre 2019: mediamente 20 al mese. In tutto lo scorso anno gli accessi furono 277. La maggior parte delle donne che si rivolgono al centro antiviolenza proviene dal comune di Lucca (72), da Altopascio (21), da Capannori (20) e infine Porcari (6). A livello macro le donne italiane maltrattate che si rivolgono alla Luna sono in aumento tanto da essere la maggioranza: 140 per la precisione mentre 29 sono provenienti da Paesi che non fanno parte dell’Ue, 27 non registrate e 10 da Paesi dell’Ue.
«Nelle case rifugio, che sono in tutto cinque per un totale di 14 posti - ha detto Selmi - ospitiamo soprattutto donne straniere perché di solito le italiane riescono a trovare altre soluzioni grazie alla rete familiare. Per le donne straniere è più difficile: spesso non hanno un lavoro e un posto in cui andare». Per quanto riguarda poi lo spaccato sull’età, a essersi rivolte al centro antiviolenza sono state soprattutto le donne che hanno tra i 40 e i 49 anni (29%); poi seguono le donne che hanno tra i 30 e 39 anni (25%). La maggior parte delle donne ha subito violenza fisica e psicologica (75), poi violenza psicologica (57) e violenza economica (41). «Abbiamo notato che quest’anno è stata in crescita la violenza economica - hanno aggiunto Selmi, Mammini e Colombani - gli uomini tendono a non consentire l’accesso alle risorse economiche in modo che le donne siano costrette a dipendere da loro. Oppure questo può avvenire anche sotto ricatto stipulando prestiti a nome della donna che poi lei è costretta a pagare. Senza indipendenza economica non si esce dal rapporto violento».
Tante le donne che provengono dal Codice Rosa del Pronto soccorso: da gennaio e ottobre sono state 82 delle quali 6 erano già in carico al centro antiviolenza. Quest’anno l’associazione Luna compie vent’anni: dieci dipendenti, tante volontarie, tutte donne, come previsto dallo statuto: in tutto 25. Nel 2018 hanno inaugurato una sartoria a Palazzo Micheletti nella quale le donne “protette” possono riprendere a lavorare e provare a ripartire. In più è stata aperta una casa famiglia (8 posti) che ospita chi sta uscendo dal percorso di protezione. «La Luna si sostiene grazie ai finanziamenti della Regione - hanno detto - e grazie alle donazioni dei privati. Ma i finanziamenti non bastano. La Fondazione Cassa di Risparmio ci dà una grande mano. Uno dei problemi che abbiamo è quello di reperire le case che devono avere anche dei parametri specifici». —
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