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rischio idrogeologico 

Rio Leccio, ancora i soldi non si vedono

Rio Leccio, ancora i soldi non si vedono

Nuovo grosso smottamento nel tratto capannorese ma la preoccupazione maggiore è per la parte del porcarese

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PORCARI. Il Rio Leccio continua a essere un osservato speciale e a far paura. L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa, quando un grosso smottamento ha interessato un argine nel tratto capannorese del corso d’acqua.

Ma la preoccupazione maggiore è più a sud, nella parte porcarese, dove da tempo si attende la messa in sicurezza degli argini, che già in passato ha ceduto, come testimoniano i blocchi di cemento messi lungo la via che porta il nome del torrente. Messa in sicurezza che, in teoria, doveva essere già partita, anche perché i fondi per quei lavori ci sono (e da tempo) ma, potere della burocrazia, non si possono spendere perché sono bloccati.

Il caso è finito anche al centro di due servizi del Tg3, a distanza di un anno l’uno dall’altro, per vedere quanti passi in avanti erano stati fatti. In pratica nessuno, se si escludono quelli di competenza di Comune, Consorzio e Genio Civile. Era il 24 novembre 2018 quando, di fronte alle telecamere Rai, il sindaco Leonardo Fornaciari e l’assessore all’assetto idrogeologico Franco Fanucchi avevano lanciato l’appello al governo: sbloccate i fondi già stanziati per Porcari, necessari a mettere definitivamente in sicurezza quel tratto di argine con un sofisticato sistema di palancole.

Un anno è passato, ma il finanziamento (circa 2 milioni di euro) è ancora fermo a Roma. «Per quel che ci compete – ha ribadito Fanucchi a Rai3, tornata a Porcari in questi giorni – abbiamo invece completato i passaggi necessari, grazie anche alla buona volontà di Consorzio di Bonifica e Genio Civile di Pisa. Grazie ai 60 mila euro messi a disposizione dalla Regione sono stati eseguiti i sondaggi ed è stato completato il progetto esecutivo. Ora attendiamo che il nuovo governo sblocchi tutte quelle risorse che erano state allocate per mettere in sicurezza zone del territorio più esposte a rischi idrogeologici».

«L’ultima settimana è stata molto difficile – ha aggiunge il sindaco Fornaciari – perché caratterizzata da un’allerta meteo dietro l’altra. Il bilancio a oggi è positivo, soprattutto perché l’opera di prevenzione che ha interessato tutto il nostro reticolo idraulico ha dato i frutti sperati. Tuttavia l’intervento sul Leccio non è più rinviabile perché su quel tratto di argine crollato nel 2016 è stato compiuto un intervento provvisorio in attesa della messa in sicurezza definitiva. Con il progetto noi ci siamo, adesso tocca al governo centrale fare la sua parte».

E mentre si aspettano notizie e soldi da Roma un nuovo smottamento ha interessato il rio, a Gragnano, nella zona nord di Capannori dove Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord è intervenuto con un intervento di somma urgenza, per ripristinare una situazione di sicurezza.

«Ci siamo subito attivati – dice il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi – ed è in corso di realizzazione un’importante scogliera in massi ciclopici. Successivamente sarà riprofilata la scarpata e saranno tagliati due grossi alberi pericolanti». —

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