Italia
Alta tensione alla cartiera Cardella «Nuove iniziative»
Già otto gli scioperi che hanno portato allo stop produttivo «Attireremo l’attenzione di tutta la comunità»
lucca. Si inasprisce la vertenza per il rinnovo del contratto integrativo delle cartiere Modesto Cardella. In meno di un mese, nell’impianto di San Pietro a Vico, sono stati indetti otto scioperi che hanno portato al completo fermo produttivo delle due macchine continue.
Nella giornata di giovedì 21 novembre si è tenuta una riunione della Rse della cartiera con le segreterie di Slc Cgil e Fistel Cisl per valutare altre iniziative che si accompagneranno ai nuovi scioperi già in programma.
Sono state infatte valutate iniziative che alzino - spiegano i sindacati - «l'attenzione della comunità e delle istituzioni del territorio sulla vertenza e iniziative che possano, vista la indisponibilità aziendale a riprendere il confronto, intervenire su alcune problematiche aperte e non rinviabili ancora per molto».
Rsu, Cgil e Cisl ricordano i temi della vertenza che ormai si protrae da mesi. Si tratta innanzitutto di «ottenere il rinnovo del contratto integrativo aziendale che riduca gli eccessivi carichi di lavoro con gli adeguamenti degli organici, migliori le condizioni di sicurezza riducendo il rischio di infortuni e dell'insorgere di malattie professionali, che confermi e garantisca quanto già previsto dai precedenti accordi in materia di ferie e diritti respingendo le richieste che comportano un arretramento sugli stessi, il riconoscimento delle professionalità e il rinnovo dell'accordo sul premio di risultato con adeguamento economico.
«Auspichiamo - continuano le organizzazioni sindacali - che l'azienda stia riflettendo sulla scelta fatta di rompere il tavolo della trattativa e presti la dovuta attenzione alla protesta pacifica ma decisa dei suoi lavoratori. Protesta destinata a continuare fino a quando non prevarrà nell'azienda la consapevolezza che il dialogo è preferibile allo scontro, che non sono le azioni autoritarie a risolvere i problemi aperti. Sta innanzi all'azienda decidere se vuole un clima costruttivo.
«La Rsu e le organizzazioni sindacali , insieme ai lavoratori, continueranno a lottare e a chiedere la riapertura del confronto per tutto il tempo che sarà necessario ad ottenerlo». —
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