Il Tirreno

Lucca

Monsignor Ghilarducci ucciso da un’auto pirata sulle strisce pedonali

Pietro Barghigiani
Monsignor Ghilarducci ucciso da un’auto pirata sulle strisce pedonali

L’incidente è avvenuto mercoledì sera alle 19,30 a Pisa in via Conte Fazio La sorella: «All’inizio in ospedale sembrava sereno nonostante il bacino rotto» 

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Lo ha centrato sulle strisce pedonali. Non ha rallentato dopo aver colpito quell’anziano che con lentamente stava muovendo i primi passi per attraversare la strada. Anzi.

Ha accelerato per sparire dal punto dell’impatto sperando che nessuno si appuntasse gli estremi della targa. Quel pedone investito e sbalzato in aria per poter atterrare sull’asfalto nel giro di qualche ora è morto dopo l’investimento in via Conte Fazio alle 19,30 di mercoledì.

Si chiamava Giuseppe Ghilarducci, aveva 84 anni, era un monsignore originario di Lucca, uno dei nomi più conosciuti nella curia lucchese per la sua passione per l’arte.

L’incidente mortale ha avuto un appendice che lo trasporta di peso nel codice penale. Chi era alla guida della macchina non si è fermato. Un’auto pirata che da mercoledì sera viene ricercata dalla polizia municipale. L’autore o l’autrice rischia una denuncia per omicidio colposo stradale con l’aggravante della fuga.

«Stiamo controllando le immagini della videosorveglianza e valutando alcune testimonianze – spiega il comandante della municipale, Michele Stefanelli –. La persona che si è resa responsabile dell’incidente è bene che si costituisca. Può essere un’attenuante. Siamo in grado di rintracciarla, ci vorrà tempo ma lo faremo».

Monsignor Ghilarducci andava spesso a Pisa dove vive la sorella Teresa. Dopo l’applicazione di un pacemaker e uno stato di salute ballerino, soprattutto a livello di pressione, il religioso aveva deciso di passare la notte dalla famiglia della sorella per una questione di sicurezza. Uno scrupolo che non gli impediva la mattina di tornare a Lucca e svolgere le sue mansioni all’interno del clero.

«Veniva in treno o in auto – spiega la sorella Teresa Ghilarducci –. Lo aspettavamo anche mercoledì. Non aveva un orario fisso».

Ghilarducci era nei paraggi dell’abitazione della sorella quando ha iniziato a camminare sulle strisce pedonali. Una frazione di secondo e l’auto pirata lo ha falciato.

«È come saltato in aria per poi franare a terra» hanno raccontato i testimoni prima di vedere la macchina aumentare la velocità e sparire nel buio.

«Lo attendevamo per cena – riprende la signora Teresa –. C’era un certo un ritardo, ma non abbiamo dato peso. A un certo punto intorno alle otto sul mio cellulare è arrivata una chiamata dal suo telefonino. Non ho fatto in tempo a rispondere. Quando l’ho richiamato dava il segnale di irrangiungibile. Forse qualcuno dall’ospedale aveva provato a cercarmi per informarmi di quello che era accaduto».

Passano i minuti e il marito di Teresa decide di andare nella casa di Lucca dove il monsignore aveva la residenza. Arriva davanti all’abitazione e ci trova gli agenti della municipale.

«È in quell’istante che gli hanno detto cosa era successo – prosegue la sorella –. Mio marito mi telefona subito e io in taxi vado al pronto soccorso».

Monsignor Ghilarducci non sembrava in pericolo di vita.

«Sì, era un po’ frastornato, ma appariva sereno e tranquillo – aggiunge Teresa –. Aveva il bacino fratturato e un trauma cranico. Quell’auto lo ha sollevato parecchio in aria nell’urto. Era vigile, nonostante tutto. Gli ho chiesto se aveva visto qualcosa, se si ricordava cosa gli era accaduto, ma non ha saputo rispondermi».

Il religioso resta in ospedale per ore sotto controllo medico. L’età e gli acciacchi al cuore dopo quello che ha passato non ammettono sottovalutazioni.

«So che una dottoressa dopo l’incidente si è fermata e gli ha prestato le prime cure – dichiara la sorella del monsignore – ma non ho saputo chi fosse. Cercavo di farlo parlare, di rassicurarlo. A un certo punto mi ha chiesto “Dove siamo? Voglio le scarpe”. Pensava di tornare a casa. Purtroppo le condizioni si sono aggravate e all’una è morto. Chi lo ha investito si faccia avanti». —

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