Toscana
Il vescovo svegliato all’alba: «Così ho saputo del dramma»
lucca. Il telefono del vescovo Paolo Giulietti è squillato molto presto ieri mattina, per una notizia che mai avrebbe voluto udire: la morte di monsignor Giuseppe Ghilarducci, ancora parroco a Vetriano nonostante i suoi 84 anni. Un uomo attivo e dinamico. «Era in salute - racconta il vescovo -. Poche settimane fa sono andato a Vetriano, per le cresime. Stava bene in salute. Abitava qui, in piazzale Arrigoni, si spostava tranquillamente con la sua auto».
Monsignor Ghilarducci era nato il 25 agosto 1935 a Tassignano, luogo in cui fu battezzato e ricevette i primi sacramenti. Dopo gli studi compiuti nel Seminario Arcivescovile di Lucca, il 10 novembre 1963 ricevette il diaconato. Fu ordinato presbitero il 14 marzo 1964. Il 22 settembre dello stesso anno fu nominato parroco di Vetriano; nel 1973 assunse l’incarico di parroco a Colognora di Val di Roggio e nel 1979 di parroco di Celle (a cui era unita Gello). Diplomatosi anche alla Scuola di Archivistica della Biblioteca Vaticana, dal 1964 al 2005 ha ricoperto l’incarico di archivista della Curia Arcivescovile. Nel 1985 divenne Canonico della Cattedrale di San Martino e dal 1992, per tre anni, è stato anche direttore del Museo della Cattedrale. Responsabile della Commissione Arte Sacra della Diocesi di Lucca, il 28 Luglio 1997 fu nominato Direttore del nuovo Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra e i Beni Culturali e Delegato per i rapporti con le Sovrintendenze incarico mantenuto per alcuni anni.
Incerta la data dei funerali: probabilmente la prossima settimana in Cattedrale. Sulla salma è stata disposta l’autopsia. In sei mesi, due lutti hanno colpito la diocesi di Lucca, sempre per incidenti stradali. Il 30 aprile di quest’anno a morire fu don Beniamino Bedini, 46 anni, parroco di Camaiore (ma prima a Sant’Anna) mentre guidava sulla Bretella. —
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