Italia
Contributi del Comune per i sistemi di allarme
Capannori apre un bando per aiutare a sostenere le spese di chi vuol proteggere la propria casa o la propria attività
CAPANNORI. La sicurezza passa anche dalla protezione della propria casa. Il Comune di Capannori, tra i pochi in Italia, contribuirà a pagare metà della spesa, fino a un massimo di 1. 500 euro, per l’installazione di allarmi domestici per prevenire le incursioni di ladri. È in partenza il progetto “Casa al sicuro” che prevede appunto un contributo a fondo perduto per chi vuole installare un anti furto. Dal 2 dicembre al 15 gennaio sarà pubblicato il bando (sul sito www.comune.capannori.lu.it) per accedere agli incentivi, presentando la documentazione all’ufficio protocollo del municipio, al comando dei vigili o via Pec. Un contributo che è rivolto quasi a tutti. Per fare parte dei beneficiari si richiedere infatti un Isee fino a 45 mila euro, una soglia abbastanza alta che consente di fare richiesta anche alle famiglie del ceto medio, oltre alle fasce più deboli che saranno comunque privilegiate nella graduatoria. Il fondo iniziale in questa prima fase è di 30mila euro, ma se la sperimentazione avrà successo il pacchetto di incentivi sarà finanziato anche nel 2020.
«Una misura per la sicurezza, pensata per tutte quelle persone che vorrebbero mettere un allarme ma oggi sono obbligate a rinunciarci», ha detto il sindaco Luca Menesini nel presentare il progetto insieme aall’assessore alla sicurezza urbana Lucia Micheli e al comandante della polizia municipale Debora Arrighi. «Stiamo anche studiando ulteriori iniziative – ha aggiunto l’assessore Micheli – accedendo anche a risorse non solo comunali».
Potranno accedere alla richiesta di contributo tutti i residenti di Capannori che hanno una casa di proprietà o data in locazione o comodato, titolari di usufrutto e diritto di abitazione, con autorizzazione scritta del proprietario, in possesso di Isee valido fino a 45 mila euro. Alla richiesta di contributo devono essere allegati il preventivo di spesa per l’allarme, la fattura dell’intervento e il certificato di conformità a regola d’arte dell’impianto. Documenti che dovranno essere consegnati entro il 31 maggio 2020, altrimenti non si avrà più diritto al contributo. Una volta ricevute le domande il contributo sarà erogato sulla base di una graduatoria. Darà un maggiore punteggio la presenza in famiglia, alla data del 31 dicembre, di almeno un minore di 12 anni o di una persona di almeno 70 anni. Priorità nell’assegnazione dei contributi sarà data a coloro che vivono da soli e a chi in famiglia ha una persona con disabilità pari o superiore al 75%. Ci sarà anche una priorità in base alle fasce Isee (tre quelle prese in considerazione: da zero a 15mila, da 15 a 30mila e da 30 a 45mila euro).
«Sentivamo il bisogno di realizzare un progetto capace di sostenere le famiglie capannoresi su un tema importante come quello della sicurezza – ha detto il sindaco Menesini – e abbiamo messo un tetto Isee abbastanza alto. Una misura per gli artigiani, commercianti, lavoratori dipendenti e pensionati, ma anche per le piccole partite Iva, che per fare quadrare i bilanci hanno dovuto fare delle scelte, rinunciando a mettere un sistema di allarme in casa. Adesso il Comune dà loro una mano». —
Nicola Nucci
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google