Il Tirreno

Lucca

maltempo 

Cadono massi sulla strada che collega Mologno a Barga

Nicola Bellanova

È successo nel pomeriggio di ieri lungo i tornanti che dalla località Borghetto porta al capoluogo  della Mediavalle

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barga. Ci risiamo, come sempre e nonostante il grande dispendio di risorse e impegno messo in campo dalle istituzioni. Alla prima, grande ondata di pioggia, la strada comunale tra Mologno e Barga capoluogo è stata oggetto di una copiosa caduta di massi e detriti provenienti dal versante sovrastante, più volte messo a dura prova in questi anni.

Nel primo pomeriggio di ieri infatti, pezzi di roccia, tronchi e altro materiale pericoloso si è depositato lungo i tornanti della trafficata strada che dalla località Borghetto arriva a Barga passando da Piangrande.

La zona, tra l'altro, dal 2013 è “imbracata” a dovere da una fitta maglia di reti di protezione e anticaduta. Una misura evidentemente insufficiente, e solo per pura fortuna, nel pomeriggio, non ci sono stati danni a persone o cose, considerato anche che la via è percorsa da decine di bus extraurbani che collegano le scuole superiori barghigiane con il fondovalle. Immediatamente, visto che l'allarme è stato dato da alcuni residenti nella zona sottostante, la polizia municipale ha provveduto a interdire l'area al transito di veicoli, per permettere di svolgere i rilievi e stimare le opere da realizzare.

L'assessore comunale alla sicurezza, Pietro Onesti, è intervenuto in stretto contatto con la sindaca Caterina Campani, che ha disposto la chiusura a tempo indeterminato fino a quando non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza.

Il problema è che le piogge non cessano e il rischio di altri distacchi è reale, e a molti cittadini di Mologno sono tornate in mente le drammatiche immagini dell'inverno del 2013 quando, poco più distante, si verificò una frana della stessa portata, con problemi per i residenti. La strada Mologno - Barga per molto tempo è stata gestita con un impianto semaforico, necessario per garantire le condizioni di transito. Adesso, si ricomincia daccapo. E non si sa fino a quando. —

Nicola Bellanova

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