Lutto
Una notte di paura con l’acqua in casa e nessuno risponde alle richieste di aiuto
Dalle tre di notte solo alle 8 di mattina arriva la municipale e solo grazie ai vigili del fuoco e a un ex dipendente comunale
LUCCA. Un allarme ignorato, fino a quando non ci ha pensato la natura a rimettere le cose (quasi) a posto, concedendo una tregua nell’ondata di maltempo che in questi giorni ha investito la nostra Regione. Ma quella tra sabato e domenica è stata una notte di grande paura per una famiglia che vive in località Paletta, nel Comune di Altopascio. Sensazione, in quella notte da tregenda, vissuta da migliaia di famiglie in tutta la Toscana, ma in questo caso con un aspetto inquietante che rende questa storia particolare: il silenzio alle sue richieste di aiuto. . Da quando, passata l’una di notte, il fosso davanti casa ha cominciato a riempirsi, e l’acqua ha iniziato a penetrare da sotto la porta, fino a dopo le 8 della mattina (quando ormai l’allarme era rientrato), a casa sua non si è visto nessuno. E non perché c’erano mille altri interventi da fare, ma semplicemente perché non ha trovato nessuno che l’ascoltasse.
«Ho provato a chiamare la polizia municipale – racconta la signora – ma non mi ha risposto nessuno. Solo i vigili del fuoco, che sono stati gentilissimi, si sono dati da fare». E qui nasce il problema. Sì perché i vigili del fuoco quella notte sono stati impegnati in una miriade di interventi e, inoltre, dovevano anche predisporre una squadra per intervenire a Grosseto, in una delle zone più martoriate della Regione. Insomma, c’era la volontà ma non c’erano le forze. A quel punto sono stati gli stessi vigili del fuoco a cercare di contattare qualcuno sul territorio che potesse andare a verificare la situazione della famiglia, e qui ecco il problema. Gli stessi vigili del fuoco hanno incontrato non poche difficoltà a trovare qualcuno, sul territorio, in grado di seguire la vicenda. E mentre le tute rosse si organizzavano per partire alla volta del Grossetano stavano facendo una battaglia telefonica per trovare qualcuno che rispondesse, dagli uffici comunali al sindaco, senza però trovare risposta. Alla fine, con una telefonata alle forze dell’ordine, hanno trovato una persona cui rivolgersi, solo che, probabilmente per un mancato aggiornamento, hanno dato il numero di un ex dipendente comunale di Altopascio. Ebbene, nonostante non fosse compito suo, è stato proprio quell’ex dipendente a riuscire finalmente a trovare qualcuno (ormai era l’alba) per segnalare la cosa. «Devo dire grazie ai vigili del fuoco e a quel signore che si è dato tanto da fare e che mi ha anche richiamato, nonostante fosse domenica e nonostante non fosse un problema suo, per assicurarsi che tutto si fosse risolto», racconta la donna. Il problema, come detto, si è risolto da solo, anche se viste le previsioni la preoccupazione resta alta. Soprattutto se resta senza risposta la domanda “chi bisogna chiamare?”. Non è escluso, anzi, è molto probabile, che vi sia bisogno di un aggiornamento delle rubriche telefoniche, anche perché da parte sua il sindaco di Altopascio assicura di aver sempre tenuto il cellulare acceso e di non aver ricevuto chiamate quella notte: «Ma scherziamo? – dice Sara D’Ambrosio – devo sempre essere reperibile. Il mio cellulare è sempre acceso e il numero è, come quelli di reperibilità del Comune, a disposizione di tutte le autorità».
L’impressione è che Altopascio paghi i ritardi nell’approvazione (unico Comune in Lucchesia) di un piano di protezione civile, e del relativo coordinamento. «È stato adottato – spiega il sindaco D’Ambrosio – adesso siamo nella fase delle osservazioni e poi, finalmente, potremo approvarlo». —
Luigi Spinosi
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