Sicurezza
Una bomba carta la causa dell’esplosione
Nel complesso di case popolari di via della Chiesa non c’è stata alcuna fuga di gas: gli inquirenti indagano sul movente
lucca. Non è stata una fuga di gas a causare l’esplosione nell’appartamento del complesso di edilizia popolare tra via Ricco e via della Chiesa di San Filippo. Non c’era una caldaia malfunzionante e nemmeno un tubo dal quale potesse essersi sprigionato il gas.
Dalle indagini infatti, è emerso che a causare il tremendo boato - che è stato sentito in diverse zone della città e anche a più di un chilometro di distanza - è stato lo scoppio di una bomba carta, probabilmente lasciata sul terrazzino davanti alla porta d’ingresso dell’abitazione nella quale vive un uomo con due figli piccoli.
Un’ipotesi che si era fatta largo già domenica sera dopo le prime verifiche sull’impianto centralizzato, che di fatto non aveva alcuna anomalia.
Inoltre i segni dell’esplosione erano visibili soprattutto nella parte bassa della porta, tra il gradino e il muro che di fatto si è sbriciolato con i detriti che sono arrivati fino ai terrazzini di fronte, anche a una decina di metri di distanza. Gli stessi abitanti della zona avevano inoltre descritto il rumore come «lo scoppio di una bomba».
Ma chi può aver compiuto un gesto del genere? E per quale motivo?
Al momento le indagini si stanno concentrando nell’ambito familiare dell’uomo ma il movente è ancora tutto da stabilire. Ieri mattina tra le ringhiere di quelle abitazioni verdi, attaccate una all’altra, dove abitano 35 famiglie, molte con bambini, c’era un grande silenzio. Al secondo piano, quello in cui è avvenuta l’esplosione, tutti gli appartamenti erano praticamente vuoti. Forse i residenti erano al lavoro ma c’è anche chi pensa anche che siano andati via, magari temporaneamente, in attesa di capire meglio cosa sia successo. Nel terrazzino dell’esplosione c’è solo un frigorifero malmesso: all’interno i vari oggetti che domenica sera sono volati per aria; un ombrello rosso, frammenti di mattonelle e pezzi di tubi di plastica.
Nell’appartamento non c’è nessuno: pare infatti, che domenica notte l’inquilino sia andato via portando con sé diverse cose. Nessuno sa se e quando tornerà.
«Domenica, dopo l’esplosione, sono stati chiamati i vigili del fuoco - spiega Andrea Bertoncini, presidente del consiglio di amministrazione di Erp - che hanno chiesto di sgomberare il secondo piano. Poi, dopo un’oretta e mezza, il gas è stato riattivato e i residenti sono rientrati nelle abitazioni. La caldaia e gli impianti non hanno avuto alcun problema». Anche il Comune, dal canto suo, si è attivato immediatamente per raccogliere elementi utili a chiarire la vicenda. Intanto le indagini, condotte dai carabinieri di Lucca, vanno avanti. —
F.S.
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