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Esplosione in un condominio a San Filippo, residenti sotto choc: si cercano le cause

Esplosione in un condominio a San Filippo, residenti sotto choc: si cercano le cause

Allo studio più ipotesi: scoppio di un tubo del riscaldamento, ordigno davanti a un alloggio. Per fortuna nessun ferito

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LUCCA. Un’esplosione, forte al punto di essere udita anche a oltre un chilometro di distanza, ha spaccato ieri sera il rumore della pioggia che avvolgeva il palazzo di edilizia popolare che si trova a San Filippo sull’angolo tra via della Chiesa e via Di Ricco. Un boato che ha fatto sussultare le trentacinque famiglie residenti nel palazzo su tre piani. È arrivato dal secondo, dal terrazzo che costeggia le porte di ingresso degli alloggi su quel livello, in particolare si è sprigionato davanti all’appartamento in cui abita un giovane padre con i suoi figli.. È stata una grande paura, per tutti. In una frazione di secondo, dopo il boato - e la colonna di fumo che si è alzata in contemporanea - tutte le famiglie sono uscite dalle abitazioni: persone giovani, molti anziani, anche molti bambini. «Ero in cucina, il botto è stato talmente forte che ho pensato al terremoto», ha dichiarato più tardi la signora Luana Cilli, che abita in uno di quegli alloggi.

Sì, un boato davvero. Sul posto è giunta immediatamente una squadra di vigili del fuoco dalla sede del comando provinciale, così come una pattuglia di carabinieri della stazione di San Concordio.

Sulle prime, le supposizioni sulle cause dell’esplosione si sono concentrate sulla possibilità che lo scoppio si fosse originato nell’ambito dell’impianto di riscaldamento, derivato da un tubo forse, visto che la caldaia è centralizzata per tutto il condominio di trentacinque famiglie e si trova in un vano riservato al piano terra.

Con il passare dei minuti però, esaminando in modo più approfondito i danni causati dalla deflagrazione, ha preso campo l’ipotesi (non esclusa dagli inquirenti) di un ordigno piazzato davanti la porta dell’appartamento in cui abita il padre con i bambini.

L’esplosione ha mandato in frantumi il muro esterno dell’appartamento, lungo il terrazzo. I detriti sono schizzati in un raggio di una decina di metri, fin nel cortile comune del condominio. Pezzi di intonaco, oggetti andati in frantumi, spazzati via, sbriciolati tutt’intorno.

All’interno dell’abitazione, invece, la deflagrazione non avrebbe causato danni, o comunque molto lievi.

È su questo elemento in particolare che i carabinieri stanno andando a fondo con le ricerche, per ricostruire con chiarezza la genesi dell’esplosione.

A monte di tutto, il fatto positivo è che il botto non ha causato feriti. Quando ha squarciato l’aria, qualcuno del condominio ha chiesto l’intervento anche del 118, salvo poi richiamare per dire che non era necessario perché nessuno si era fatto male. In casa con il padre, inoltre, in quel momento i bimbi non c’erano.

Una serata terribile, con trentacinque famiglie sotto choc. I vigili del fuoco hanno continuato a lungo a controllare la sicurezza del condominio. —

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