Sicurezza
Immobili con falsi testamenti Arrestati tre fratelli
MOLAZZANA. Un lavoro fatto di studi di carte catastali e situazioni familiari, e di falsificazione di atti e testamenti falsi, per entrare in possesso di case e terreni, è stato sventato dalle indagini dei carabinieri di Forte dei Marmi (dove si trovava uno degli immobili “derubati”) e di Gramolazzo, a Minucciano, dove vivevano i tre fratelli artefici del meccanismo: Giancarlo Canozzi di 53 anni, Fabio Canozzi (41) e Giuliano Canozzi (51). I primi due da mercoledì sono in carcere, mentre il terzo è ai domiciliari.
L’elenco dei campi di imputazione è lunghissimo, i tre sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, tra le altre cose, per falsità in atto pubblico, falsità in scrittura privata, falsità di documenti equiparati agli atti pubblici, truffa aggravata. L’arresto è arrivato dopo un’indagine iniziata nel novembre del 2017, portata avanti dai carabinieri delle compagnie di Viareggio e Castelnuovo, e illustrata dai comandanti di compagnia Edoardo Cetola e Giorgio Picchiotti, e dai comandanti delle stazioni di Gramolazzo e di Forte dei Marmi Giuseppe Lucchesi e Giuseppe Alaimo.
I tre fratelli avrebbero realizzato un progetto per accaparrare quanti più possibili beni immobili, inserendosi in successioni con falsi testamenti. A dare il via alle indagini fu, a fine 2017, una querela presentata ai carabinieri di Forte dei Marmi per una tentata truffa ai danni del proprietario di un terreno edificabile in una zona di gran pregio (Roma Imperiale), il quale aveva scoperto che con un testamento olografo (falso ovviamente), quel bene era stato girato a un parente dei Canozzi.
Nel dicembre del 2018 l’indagine si allarga, per un’altra querela, questa volta presentata alla stazione dei carabinieri di Gramolazzo: anche qui, con un testamento olografo, le proprietà di un 87enne di Minucciano non erano andate al legittimo erede, ma a tal Franco Malatesta, 65 anni, di Piazza al Serchio, un complice dei tre fratelli (per lui è scattata la misura dell’obbligo di firma).
Dalle indagini è emerso che nel periodo 2017-2019 il gruppo era riuscito a volturare a proprio favore decine e decine di beni immobili, in mezza Toscana (in Lucchesia e in Versilia, ma anche nelle province di Pisa, Livorno e Massa Carrara), attraverso testamenti falsi. Un’attività che sarebbe proseguita: i militari hanno anche trovato un elenco, una “programmazione” delle truffe da attuare, che arrivava fino al 2027.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri il capo e organizzatore della truffa sarebbe stato il fratello più piccolo, Fabio (che nel 2009 fu anche candidato sindaco di Molazzana con una lista civica, che raccolse appena 33 voti). —
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