Il Tirreno

Lucca

Si impossessavano di case e terreni con falsi testamenti: tre arresti

Luigi Spinosi
La conferenza stampa dei carabinieri (foto Fiorenzo Sernacchioli)
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La conferenza stampa dei carabinieri (foto Fiorenzo Sernacchioli)

La truffa scoperta dai carabinieri messa in piedi da tre fratelli di Gramolazzo: decine e decine gli immobili di cui si erano impossessati

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MOLAZZANA. Un lavoro certosino fatto di studi  di  carte catastali e   situazioni  familiari, e di   ri produzione di atti e testamenti falsi, per entrare in possesso di   case  e terreni. Un lavoro sventato grazie a  un doppio filone di indagine condotto dai carabinieri di Forte dei Marmi (dove si trovava uno degli  immobili  “derubati”) e di Gramolazzo, nel Comune di Minucciano, dove vivevano i tre fratelli artefici del meccanismo:  Giancarlo Canozzi di 53 anni, di Fabio Canozzi (41)  e di Giuliano Canozzi (51). I primi due si trovano da mercoledì nel carcere di Lucca, mentre il terzo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

L’elenco dei campi di imputazione è lunghissimo, i tre sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla falsità ideologica in atto pubblico, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità in scrittura privata, falsità di documenti equiparati agli atti pubblici, falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sull’identità o qualità personale proprie o altrui, truffa aggravata, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. L’arresto è arrivato al termine di una lunga attività di indagine (iniziata nel novembre del 2017) portata avanti dai militari delle compagnie di Viareggio e Castelnuovo, e illustrata in conferenza stampa dai comandanti di compagnia Edoardo Cetola e Giorgio Picchiotti e dai comandanti delle stazioni dei carabinieri  di Gramolazzo e di Forte dei Marmi i Giuseppe Lucchesi e Giuseppe Alaimo.

Dalle indagini è emerso che i tre fratelli avrebbero realizzato un progetto criminoso per accaparrare quanti più possibili beni immobili, inserendosi in successioni e  producendo falsi testamenti dai quali risultavano beneficiari  loro stessi, dei familiari o complici. Beni da mettere sul mercato il prima possibile, per monetizzarli  con la vendita   o almeno attraverso le caparre, anche se dagli accertamenti nessuna vendita sarebbe andata in porto (il frutto di tanto lavoro si è concretizzato in mille euro incassati come anticipo su una caparra).  

A dare il via alle indagini fu a fine 2017 una querela presentata ai carabinieri della stazione di Forte dei Marmi, per una tentata truffa ai danni del proprietario di un terreno edificabile   in una zona di gran pregio (Roma Imperiale).  L’uomo aveva scoperto   che, attraverso un testamento olografo (falso ovviamente), quel bene era stato girato dall’Agenzia delle Entrate di Lucca a un parente dei Canozzi.

Nel dicembre del 2018 l’indagine si allarga, per un’altra querela, questa volta presentata alla stazione dei carabinieri di Gramolazzo: anche qui, attraverso un testamento olografo, le proprietà di un 87enne di Minucciano scomparso nell’agosto del 2018 non erano andate al legittimo erede, un giovane albanese che si era preso cura dell’anziano e che da questi era stato adottato, e a favore del quale aveva stilato un testamento (vero) col quale gli lasciava le sue proprietà. Tra queste un appartamento a Forte dei Marmi e un altro a Pisa. E proprio il giovane si era rivolto ai carabinieri quando ha scoperto che quelle stesse proprietà erano state rivendicate (sulla base di un lascito  falso) a un’altra persona, un  Franco Malatesta, 65 anni, di Piazza al Serchio. Si trattava in realtà di un complice dei tre fratelli (per lui è scattata  la misura dell’obbligo di  firma). Questo caso particolare aveva avuto anche un risvolto quasi comico, con i  falsi intestatari che avevano portato alcuni potenziali acquirenti  a visitare l’appartamento pisano, mentre all’interno si trovavano degli studenti a cui il legittimo  proprietario aveva   affittato l’appartamento.

Le indagini sono andate avanti, con servizi di osservazione e intercettazioni, fino ad arrivare alle perquisizioni, che hanno permesso di ricostruire il complesso meccanismo attuato dal gruppo  che, nel periodo 2017-2019,  era  riuscito a volturare a proprio favore decine e decine di beni immobili, in mezza Toscana (in Lucchesia e in Versilia, ma anche nelle province di Pisa, Livorno e Massa Carrara), attraverso testamenti falsi. Un’attività che sarebbe proseguita:   i militari    in tutto il materiale recuperato (dati catastali, aerofotogrammetrie e così via) hanno anche trovato un elenco, una “programmazione” delle truffe da attuare,  che arrivava fino al 2027.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri il capo e organizzatore della truffa sarebbe stato il fratello più piccolo, Fabio, il quale con la collaborazione di Giancarlo aveva costituito nella sua abitazione una sorta di tipografia, dove confezionare falsi testamenti olografi. Da qui l’ordinanza di arresto firmata dal Gip Antonia Aracri su richiesta del Pm Enrico Corucci.

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