Il Tirreno

Lucca

paura a lappato 

Una mamma e tre bambine intossicate dal monossido

Nicola Nucci
Una mamma e tre bambine intossicate dal monossido

L’allarme partito dalla farmacia vicino casa dopo che nessuno rispondeva Allertato anche il Pegaso, ma fortunatamente non si andati oltre il malessere

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CAPANNORI. Nessuno rispondeva alle chiamate e, alla fine, una parente – allarmata da quel silenzio – ha deciso di chiamare una conoscente che abitava lì vicino per chiederle di andare a controllare se tutto fosse a posto. Ed è stata proprio la conoscente a scoprire cosa era accaduto in quella palazzina di via Pesciatina: dopo aver suonato e bussato ripetutamente alla fine una delle bambine ha aperto la porta. La piccola appariva confusa, così come la madre e le due sorelle. A quel punto la conoscente è corsa alla vicina farmacia avvertendo il titolare che, a sua volta, ha dato l’allarme al 118.

A creare quello stato di malessere era stato probabilmente il monossido di carbonio sprigionato da una stufa a legna, monossido che ha intossicato una famiglia di origine magrebina, residente in un’abitazione in via Pesciatina a Lappato. Per fortuna non in pericolo di vita le quattro persone (la mamma e le tre figlie piccole) anche se la paura è stata tanta, al punto che inizialmente era stato predisposto anche l’intervento del Pegaso, con l’elicottero che poi è stato fatto rientrare alla base.

Vittime di quel gas inodore, e proprio per questo particolarmente pericoloso, una mamma di 29 anni, e le sue bambine, di 7, 4 e 2 anni. Tutte e quattro stanno bene, ma sono state trasportate in ospedale al San Luca per essere sottoposte ad accertamenti. A sentirsi male sono state soprattutto la donna e la figlia più grande, le quali hanno accusato un forte mal di testa, accompagnato da nausea e da un senso di stordimento.

Al momento del malore il marito era già uscito di casa per andare al lavoro. L’allarme al 118 è scattato attorno alle 11, quando oltre alle ambulanze della Misericordia di Marlia e della Croce Verde di Ponte a Moriano (e oltre all’allerta data all’elisoccorso), sono stati fatti intervenire anche i vigili del fuoco di Lucca.

E mentre i soccorritori trasportavano la donne e le tre bambine all’ospedale San Luca in codice giallo, i vigili del fuoco hanno svolto gli accertamenti per cercare di risalire alla causa di quello che, alla fine, si è fortunatamente rivelato solo un principio di intossicazione. Probabilmente la preoccupazione di quella parente, allarmata dalle mancate risposte alle sue chiamate è stata determinante, permettendo di intervenire in tempo prima che le esalazioni del gas potessero causare conseguenze ben peggiori.

L’indiziato numero uno per l’accaduto è infatti il monossido di carbonio, visto che per affrontare i primi rigori autunnali nell’abitazione sarebbe stata accesa una stufa a legna. Ma le verifiche sono ancora in corso da parte dei vigili del fuoco.

Questo episodio riporta l’attenzione su un pericolo che, con la fine della bella stagione, e la riaccensione di camini e stufe, si ripropone. Il monossido di carbonio è un prodotto secondario della combustione e in ambienti chiusi può saturare l’aria senza che ce ne rendiamo conto, anche perché, come detto, non è caratterizzato da alcun odore. Agisce sul nostro organismo senza che ce ne rendiamo conto, uccidendo spesso nel sonno chi già sta dormendo o coloro che si addormentano proprio per lo stato di sonnolenza indotto dallo stesso gas. —

Nicola Nucci

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