Finanza
Una mamma e tre bambine intossicate dal monossido
L’allarme partito dalla farmacia vicino casa dopo che nessuno rispondeva Allertato anche il Pegaso, ma fortunatamente non si andati oltre il malessere
CAPANNORI. Nessuno rispondeva alle chiamate e, alla fine, una parente – allarmata da quel silenzio – ha deciso di chiamare una conoscente che abitava lì vicino per chiederle di andare a controllare se tutto fosse a posto. Ed è stata proprio la conoscente a scoprire cosa era accaduto in quella palazzina di via Pesciatina: dopo aver suonato e bussato ripetutamente alla fine una delle bambine ha aperto la porta. La piccola appariva confusa, così come la madre e le due sorelle. A quel punto la conoscente è corsa alla vicina farmacia avvertendo il titolare che, a sua volta, ha dato l’allarme al 118.
A creare quello stato di malessere era stato probabilmente il monossido di carbonio sprigionato da una stufa a legna, monossido che ha intossicato una famiglia di origine magrebina, residente in un’abitazione in via Pesciatina a Lappato. Per fortuna non in pericolo di vita le quattro persone (la mamma e le tre figlie piccole) anche se la paura è stata tanta, al punto che inizialmente era stato predisposto anche l’intervento del Pegaso, con l’elicottero che poi è stato fatto rientrare alla base.
Vittime di quel gas inodore, e proprio per questo particolarmente pericoloso, una mamma di 29 anni, e le sue bambine, di 7, 4 e 2 anni. Tutte e quattro stanno bene, ma sono state trasportate in ospedale al San Luca per essere sottoposte ad accertamenti. A sentirsi male sono state soprattutto la donna e la figlia più grande, le quali hanno accusato un forte mal di testa, accompagnato da nausea e da un senso di stordimento.
Al momento del malore il marito era già uscito di casa per andare al lavoro. L’allarme al 118 è scattato attorno alle 11, quando oltre alle ambulanze della Misericordia di Marlia e della Croce Verde di Ponte a Moriano (e oltre all’allerta data all’elisoccorso), sono stati fatti intervenire anche i vigili del fuoco di Lucca.
E mentre i soccorritori trasportavano la donne e le tre bambine all’ospedale San Luca in codice giallo, i vigili del fuoco hanno svolto gli accertamenti per cercare di risalire alla causa di quello che, alla fine, si è fortunatamente rivelato solo un principio di intossicazione. Probabilmente la preoccupazione di quella parente, allarmata dalle mancate risposte alle sue chiamate è stata determinante, permettendo di intervenire in tempo prima che le esalazioni del gas potessero causare conseguenze ben peggiori.
L’indiziato numero uno per l’accaduto è infatti il monossido di carbonio, visto che per affrontare i primi rigori autunnali nell’abitazione sarebbe stata accesa una stufa a legna. Ma le verifiche sono ancora in corso da parte dei vigili del fuoco.
Questo episodio riporta l’attenzione su un pericolo che, con la fine della bella stagione, e la riaccensione di camini e stufe, si ripropone. Il monossido di carbonio è un prodotto secondario della combustione e in ambienti chiusi può saturare l’aria senza che ce ne rendiamo conto, anche perché, come detto, non è caratterizzato da alcun odore. Agisce sul nostro organismo senza che ce ne rendiamo conto, uccidendo spesso nel sonno chi già sta dormendo o coloro che si addormentano proprio per lo stato di sonnolenza indotto dallo stesso gas. —
Nicola Nucci
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